Il fiume Adige: la natura

L'Adige, che dopo il Po, e' per lunghezza il secondo fiume d'Italia, nasce nelle alte giogaie tirolesi della Val Venosta, che percorre per tutta la sua lunghezza, fino a raggiungere Bolzano. Qui, il fiume riceve le acque dell'Isarco e piu' avanti quelle del Noce e dell'Avisio. Giunto a Trento riceve un ulteriore apporto, quello del Ferina. Dalla citta' trentina fino alla chiusa veronese, la Val D'Adige prende un altro nome: quello di Val Lagarina.
Uscito dai monti, con una grande curva in direzione del mare, il fiume entra nell'ampia pianura veronese.
Fatti alcuni chilometri, il corso d'acqua forma una grande ansa entro la quale si raccoglie proteggendo il nucleo storico della citta' scaligera.
Superata la citta', accanto alle rive del fiume, i prati si estendono dal margine dei campi fino a coprire l'argine, alla cui sommita' corre una larga strada sterrata. Sull'argine interno, il prato si alterna a macchie di canna palustre e a cortine alberate popolate da pioppi, salici, robinie e platani e da formazioni arbustive costituite prevalentemente da sambuco e sanguinella.
In questi luoghi, il corso d'acqua scorre lento entro un ampio letto dal quale emergono isolotti sabbiosi, spesse volte ricchi di vegetazione e di fauna selvatica che, in questo caso, trovano un habitat favorevole. Superata l'ampia golena in corrispondenza di Piacenza d'Adige, la vasta distesa di campi e' ancora interrotta da macchie boschive e pioppeti, mentre la sponda del fiume e' ancora popolata da folte siepi di platani e salici.
In prossimita' della localita' Balduina troviamo una zona di particolare interesse; si tratta di un ampio spazio golenale occupato da un piccolo bosco di pioppi.
Proseguendo in compagnia di questo paesaggio che spesso, in ragione della sua folta vegetazione, copre la vista delle acque, si raggiunge, poco prima di Barbona, la zona dei fontanazzi.
Sono terreni dove le acque del fiume riemergendo al termine di percorsi sotterranei, formano dei piccoli laghetti intorno ai quali si sviluppa una vegetazione autoctona tipica delle zone umide.
Si tratta di fenomeni che possono anche comportare un certo rischio, in occasione di piene eccezionali.
Superato il Canale Valle, l'Adige piega a nord-est scorrendo fra lussureggianti canneti ed ampie valli salse. Il letto progressivamente si allarga dando origine a numerose isolette fino a sfociare in localita' Fossone e dopo un lunghissimo percorso, nelle acque del mare Adriatico.

Il paesaggio agrario
Superato il centro abitato di Castagnaro, dove la presa idraulica Spazzolare preleva l'acqua del fiume per alimentare, in caso di necessita', il fiume Fratta mediante lo scolo Fossetta, l'Adige inizia a lambire il territorio padovano. Il paesaggio che incontra si caratterizza per la coltivazione a frutteto alternata a quella del seminativo (mais e barbabietola).
Superato Castelbaldo, il fiume arriva a lambire il territorio di Masi dove compie un'ampia curva insinuandosi tra banchi sabbiosi coperti da una folta vegetazione di salici. In questi luoghi, la campagna che si distende oltre l'argine, vede diminuire i frutteti a favore del seminativo all'interno del quale appaiono piccole macchie boschive e filari di pioppi.
Seguendo il corso della corrente, percorrendo l'alta arginatura, il paesaggio agrario che si presenta e' caratterizzato dal sistema di coltura chiamato alla ferrarese, un sistema impiegato per i terreni ad alta produttivita' agricola.


 

 

 

 

 


Per un consiglio su cosa visitare nella stessa zona, consultate l'ambito territoriale