  Villa del ConteUna serie di reperti archeologici rinvenuti in questi luoghi documentano come il territorio di Villa del Conte, situato lungo la linea boschiva delle risorgive, risultasse stabilmente abitato almeno a partire dal I secolo d.C.Posseduto per un certo periodo prima dagli Ezzelini e quindi dai Carraresi, fu successivamente, e per lungo tempo, patrimonio di molte famiglie del patriziato veneziano che vi acquistarono grandi possedimenti e vi eressero prestigiose dimore. Diverse sono le costruzioni che risalgono a questo periodo. Tra queste vanno segnalate: Palazzo Dolfin esternamente affrescato, Villa Morosini, situata proprio al centro dell'abitato ed individuabile per le decorazioni in cotto, Villa Serego Allighieri, con la sua cappella rinascimentale, Villa Piacentini e Villa Todesco. Pregevole e' pure la Chiesa dei santi Giuliana e Giuseppe ricostruita tra il 1740 e il 1742 con la pianta a croce latina. Oltre alla facciata ornata con statue del Bonazza, l'edificio conserva al suo interno una serie di tele interessanti che decorano le pareti ed il soffitto.   
CamposampieroScendendo lungo la Statale del Santo si arriva a Camposampiero, un'antica e piuttosto importante colonia romana.Un periodo di gran splendore venne attraversato da Camposampiero dopo l'anno Mille, sotto il dominio di una famiglia feudale. Palazzo Tiso prende il nome dal cavalier Tiso, che dopo aver ricevuto questo territorio dall'imperatore Enrico I, nel 1013, vi fece erigere un castello, dando cosi' origine alla potente dinastia dei Camposampiero. Persa ogni importanza strategica-militare con la dominazione di Venezia, il castello e le altre fortificazioni vennero smantellate. Furono risparmiate la Torre dell'Orologio e la Torre della Rocca oltre alla Rocca stessa, oggi sede comunale. Non si puo' dimenticare il Santuario del Noce che la tradizione popolare vuole sia stato costruito proprio nel luogo dove si trovava l'albero dal quale Sant'Antonio parlava ai fedeli. E' una costruzione piu' volte rimaneggiata che conserva ancora, sulle pareti interne, affreschi cinquecenteschi raffiguranti le storie del Santo. 
S. Giorgio delle PerticheS. Giorgio delle Pertiche era una Signoria dei Vescovi di Padova i quali, intorno all'anno Mille, in prossimita' del fiume Tergola, vi fecero costruire un possente castello munito di spalti e fossati, al cui governo chiamarono un gastaldo. Passata in seguito ai Carraresi e quindi alla dominazione veneziana, tale costruzione fu demolita. Oggi non rimane che la torre, trasformata in campanile della parrocchiale. | 




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