La capitale del Veneto non è da individuarsi in una città, ma in un territorio, a patto che esso riesca a pensarsi in modo unico e unito e soprattutto, che sia in grado di tratteggiare chiaramente il progetto di come si svilupperà la nostra Regione nei prossimi 15/20 anni.      
Diversamente ci autocondanneremo alla marginalità e alla sudditanza rispetto ai processi di sistema territoriale in atto in gran parte dell’Europa.     
Dico questo con l’assoluta consapevolezza che deve essere la politica a indicare la prospettiva, anche se è ormai fin troppo evidente l’incapacità, purtroppo bipartisan, di “pensare lungo“, di progettare con una temporalità che sappia andare oltre al consenso elettorale. Oggi la politica patisce il “virus” dell’autoreferenzialità, che la tiene concentrata sulle elezioni e poco sulle soluzioni.
Oggi è più che mai necessaria un’alleanza che non preveda subalternità e consociativismo tra impresa e amministrazione pubblica: l’impresa deve  creare  sviluppo e l’amministrazione pubblica offrire le opportunità per questa crescita. L’impresa non sia amica e complice della politica, ma stimolo continuo per arrivare a risultati concreti.      
Oggi il Veneto soffre di un grande deficit infrastrutturale che mette a rischio le produzioni di riconosciuta eccellenza che vi sono insediate e che guardano sempre più ad altri territori maggiormente competitivi per viabilità, servizi tecnologici, e, non da ultimo, quello della formazione di personale specializzato che oggi le nostre aziende stentano a trovare sul territorio.  
Non servono divisioni o primogeniture, ma idee condivise. 
Non possiamo continuare a nasconderci dietro l’alibi “non ci sono i soldi”; più che di soldi, c’è bisogno di idee e di persone che riescano a lavorare assieme.       
Oggi più che mai, lo slogan “prima il Veneto” va cambiato in “prima le cose da fare”: pochi annunci ma obiettivi strategici da realizzare subito.
Nella Provincia di Padova da troppi anni è pressante la richiesta di infrastrutture, come la nuova Valsugana, il raddoppio della S.R. 308 con il collegamento alla Pedemontana e, non da ultimo, il completamento della S.R. 10 nella Bassa Padovana.    
Questo territorio rimane competitivo se si ha la capacità e la lungimiranza di renderlo fruibile e facilmente percorribile. 
Il vero dramma è che, mentre sale la richiesta, il silenzio della politica è assordante e colpisce anche la rassegnazione del mondo imprenditoriale a pretendere risposte concrete e veloci.  
Impresa e Amministrazione Pubblica non possono che ritrovarsi nella condivisione di un processo di sviluppo nell’asse Padova, Treviso, Venezia pensando ad una governance unitaria che lavori per riportare questo territorio nella posizione di leader socio economico che gli è propria per storia e potenzialità.   
La  sollecitazione puntuale della Presidente di Unindustria Veneto Maria Cristina Piovesana, va colta in tutto il suo straordinario richiamo all’impegno comune nei nostri ambiti di responsabilità, non per ribadire il presente, ma per costruire il futuro.

Fabio Bui
Presidente Provincia di Padova

07/01/2020