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Informazioni e regolamento per accedere all'archivio storico di Monselice
Raccolta delle pesche a Monselice nel 1933 (Dall'istituto luce) L'archivio storico è il luogo in cui i documenti prodotti dal comune di Monselice negli ultimi 8 secoli vengono conservati e messi a disposizione dei cittadini, degli studiosi e a quanti sono interessati allo studio della storia locale. Depliant [vai...] I documenti, ordinati, possono essere consultati, su appuntamento il martedì dalle ore 15 alle 18 o in altro orario da concordare con il direttore della biblioteca comunale (tel. 0429 72628, fax 0429 711498) nella sede del centro di documentazione della storia di Monselice situato in via Emilia,15. Per informazioni si può utilizzare la seguente mail archiviostorico@comune.monselice.padova.it La consultazione del materiale archivistico è regolata dalle stesse norme in vigore presso gli archivi di Stato.
Immagine dei faldoni ordinati
1)L’archivio storico del Comune di Monselice è luogo di ricerca fondamentale per tutti coloro che hanno il desiderio e l'interesse di approfondire la conoscenza della città di Monselice, dell’istituzione comunale e della sua storia. 2) Per essere ammessi alla sala di studio è necessario essere maggiorenni (i minori devono essere assistiti e sorvegliati direttamente dal direttore della Biblioteca) e iscritti alla biblioteca di Monselice. Sulla domanda di iscrizione dovranno essere indicati, oltre ai propri dati personali: a) per la consultazione a fini di studio: l'argomento e l'ambito cronologico della ricerca. La domanda deve essere rinnovata all'inizio di ogni anno solare e per ogni nuova ricerca; b) per l'accesso a fini amministrativi: il documento di cui si chiede la visione o la copia e la motivazione della richiesta (regolamentato dagli artt. 22-25 della L. 241/90 e successive modificazioni e dal regolamento per l'accesso ai documenti amministrativi di cui alla deliberazione di Giunta Comunale n. 182 del 4.12.1992); 3) I documenti conservati nell’archivio sono liberamente consultabili, con eccezione di quelli riservati per motivi di politica interna ed estera che lo diventano 50 anni dopo la loro data, e dei documenti riservati relativi a situazioni puramente private delle persone e di quelli dei processi penali che lo divengono dopo 70 anni. Sono tuttavia ammesse autorizzazioni alla consultazione anticipata per motivi di studio. La consultazione a fini di studio dei documenti posseduti, purché inventariati e in buono stato di consultazione, è libera ai sensi degli artt. 21, 21 bis e 22 del D.P.R. 1409/’64, come modificato dal D. Lgs. 281/’99. 4) Per esigenze di sicurezza e di tutela del materiale, quanti sono ammessi alla consultazione dovranno depositare nell’atrio borse, cartelle e giornali e avere la massima cura nella consultazione del materiale d'archivio (è proibito scrivere sui documenti, provocarne lacerazioni, mutare l'ordine delle "carte" all’interno dei fascicoli). Gli studiosi sono tenuti a riconsegnare il materiale nelle stesse condizioni in cui l’hanno ricevuto. 5) Coloro che non ottemperassero alle predette disposizioni, dopo essere stati diffidati, possono essere allontanati dalla sala di studio e, nei casi più gravi, esclusi definitivamente dall'accesso all'Archivio Storico Comunale e denunciati all'autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni e le eventuali sanzioni penali. 6) La richiesta dei pezzi dovrà essere formulata utilizzando i moduli prestampati, sui quali dovrà essere esattamente indicata la classificazione del fascicolo, reperita attraverso i mezzi di corredo consultabili in sala di studio. Non verrà data evasione a richieste generiche. E' ammessa la consultazione massima giornaliera di cinque pezzi (fascicoli/registri), che saranno in ogni caso consegnati uno alla volta. 7) E' consentita la fotocopiatura solo dei documenti successivi all’anno 1800, quando la stessa non comprometta la conservazione del materiale. Sono in ogni caso esclusi dalla fotocopiatura i registri. La fotocopiatura è subordinata al pagamento del costo di riproduzione, così come determinato dalla deliberazione della Giunta Municipale n. 160 del 20/7/2000. 8) Sono consentite le riproduzioni fotografiche del materiale conservato, che verranno eseguite da professionisti di fiducia dell'Amministrazione. Tutti i costi saranno a carico del richiedente. 9) La ricerca su documenti che contengono "dati sensibili" relativi a persone fisiche - in particolare le anagrafi, i censimenti, lo stato civile - è consentita nel rispetto della Legge n. 675/1996 e del D. Lgs. 281/1999. 10) Studiosi e ricercatori si impegnano a depositare in Archivio una copia della tesi di laurea o di eventuali pubblicazioni che entreranno a far parte della biblioteca annessa all'Archivio medesimo. 11) Per quanto non espressamente previsto nel presente regolamento si fa riferimento alle norme un uso presso gli archivi statali Vecchio 'montericano' ritira gli aiuti americani negli anni '50 del secolo scorso
Indice dei documenti L’Archivio storico del Comune di Monselice custodisce i documenti d'archivio, di proprietà comunale, compresi tra il 1204 e il 1960. E' bene precisare che l'anagrafe a Monselice è stata attivata nel 1871. Per cui il comune non può fornire dati sulla popolazione anteriori a tale data. In alcuni casi è possibile comunque risalire ad alcuni dati utilizzando i registri di morte o di matrimonio che riportano informazioni antecedenti. Tutto il materiale per agevolare la consultazione è stato suddiviso in gruppi omogenei e precisamente: 1) Pergamene (1204 - 1805 2) Magnifica comunità di Monselice (1405 - 1797) 3) Stato Preunitario (1797 - 1866) 4) Regno d'Italia (1866 - 1945) 5) Repubblica Italiana (1945 - .. 6) Commissarie in Amministrazione delle Fraterne dei Poveri Infermi o Pio Istituto Elemosiniere. 7) Altri archivi presenti a Monselice
Scavo del canale Bisatto anni '30
1) Fondo Pergamene E’ una raccolta di atti pubblici e privati (Bolle papali, Ducali, testamenti e atti notarili) assai eterogenea per contenuto e provenienza, che copre un’arco temporale che va dal 1204 al 1815 circa, con maggiore presenza per i secoli XV e XVI. Per il periodo antecedente abbiamo solamente 2 pergamene. La prima è un contratto di livello del 1204 tra Moncellana del fu Andrea Paradiso e maestro Veronese del fu Trentino. La seconda invece riguarda la vendita di alcune proprietà effettuata nel 1279 da Cartusino del fu Alberto Dalesmanini a Gerardo Vitaliani. Le altre due pergamene sono del XIV secolo e contengono rispettivamente: una indulgenza del 1333 del vescovo di Padova Ildebrandino Conti e l’altra una bolla papale di Benedetto XII del 1335. La maggior parte dei pezzi, che compongono tale raccolta, è di carattere privato, ma non mancano alcuni atti usciti da cancellerie pubbliche: n. 43 lettere ducali, 7 bolle, 6 brevi pontifici. Molti degli atti riguardano la vita minuta degli abitanti di Monselice e anche le brevi papali poco aggiungano alla storia della città perché‚ si riferiscono a concessioni di indulgenze. Secolo XV: Decisamente più numeroso – ed eterogeneo- il materiale databile al XV secolo (57 pergamene complessive), che comprende, tra gli atti pubblici, la ducale (o privilegio) del 1406 del doge Michele Steno, rilasciata a seguito della dedizione di Monselice a Venezia; alcune lettere dei rettori padovani al podestà di Monselice; alcuni atti del podestà di Este, uno, del 1434, del podestà di Castelfranco, a altri di ufficiali minori (il vicario del podestà di Padova ad esempio). Assai più nutrita la serie degli atti privati – Testamenti, anche di nobili veneziani, compravendite, affittanze, livelli ecc., riguardanti per lo più – ma non esclusivamente – residenti di Monselice e dei villaggi del circondario, ma anche la stessa Comunità di Monselice (un livello "francabile" attivo del 1487), e quella vicina di Este (vendita all’asta dello jus beccarie del 1460). Secolo XVI-XVIII: Una "miscellanea" sostanzialmente simile può essere individuata anche nelle pergamene databili al XVI secolo (156 pezzi), al XVII secolo (66 pezzi), al XVIII secolo (40 pezzi), e al XIX secolo (3 pezzi). Anche qui abbiamo prevalentemente atti notarili tra privati – un certo numero di questi relativo alla famiglia "de Odasiis" – quali compravendita, affittanze, livelli ecc., ma anche riguardanti la Comunità di Monselice e i suoi beni (ad esempio le valli di Isola, Lispida, Savellon, o i suoi mulini). Via più nutrita, almeno rispetto al XV secolo, appare inoltre la serie di atti pubblici – prevalentemente ducali inviate al locale podestà, ma anche a quello di Este - , tra i quali merita certamente una menzione la trascrizione, del 1539, del privilegio del 1406 – corredata da un’illustrazione raffigurante un leone di S. Marco sormontante lo stemma del Comune di Monselice -, e la ducale del 1560 che regolamenta il Consiglio della Comunità. Vi è infine un discreto numero di pergamene relative alle diverse istituzioni ecclesiastiche locali, in particolare a S. Giustina, lettere vescovili, e bolle e "brevi" papali. 2) Magnifica Comunità di Monselice E’ la documentazione risalente alla dominazione veneziana della città di Monselice (1405-1797). Essa è costituita da Estimi, Quaderni della comunità, Deliberazioni della Magnifica Comunità di Monselice etc., con datazione compresa tra il 1541 e il 1797 (con qualche carta successiva). Purtroppo, mancano i documenti relativi alla prima parte della dominazione veneziana (1405-1540), a causa di un incendio avvenuto nel 1510. Tra la documentazione di questo periodo segnaliamo: Registri delle deliberazioni consiliari della comunità Libri dei Consigli (o Libri "parti") coprono gli anni 1569-1590, 1629-1651, 1651-1686, 1741-1786 e 1789-1811. Il contenuto è vario oltre agli elenchi dei consiglieri partecipanti alle riunioni, sono riportati i capitoli relativi alle vendite dei beni comunali e alle norme di funzionamento di alcuni uffici comunali. Tale documentazione costituisce pertanto una valida testimonianza della vita di Monselice durante la dominazione veneziana. Registri contabili e fiscali: Sono i "Libri di cassa" e dei "Mandati di cassa" (7 pezzi, relativi ad un arco cronologico che alla fine del ‘500 giunge sino ai primi decenni del secolo XIX); un "Quaderno delle entrate e delle uscite" per gli anni 1773-1798, un "Giornale delle spese" per gli anni 1736-1808; Completano la documentazione di natura fiscale un Quaderno macina per gli anni 1718-1741, e un fascicolo al pagamento dei campatici e dei depositi presso il Magistrato ai Beni Inculti "per causa del retratto del Gorzon", databile agli anni 1557-1575. Estimi comunali relativi agli anni 1575, 1615, 1694 e 1785; Essi venivano compilati annualmente - in alcuni casi subivano ritardi - e costituivano degli strumenti che servivano alla ripartizione degli oneri fiscali. Registri livellari del comune Il fondo contempla poi 6 registri relativi ai livelli attivi detenuti dalla Comunità. Il primo di questi, del 1564, ci offre l’elenco dei livellari "delle valli, case, mulini e terreni", ripartiti in base al sito topografico degli stessi: una caratteristica riscontrabile anche nel secondo di questi registri, relativo agli anni 1580-1581. Gli altri quattro, più tardi, denunciano invece una strutturazione diversa e coprono gli ambiti cronologici 1680-1681, 1807-1813, 1807-1820. A questi, si devono inoltre aggiungere una serie di fascicoli sciolti databili alla fine del XVIII secolo e al successivo, sempre relativi ai livelli attivi della Comunità. Da mettere in evidenza il nucleo storico dei beni comunali attraverso la copia della documentazione fatta da Enginolfo Paltanieri nel 1303, registrata nel "Catastico de instrumenti della Magnifica Comunità di Monselice", databile al secolo XVII. Abbiamo notizie relative alle vicissitudini dei beni comunali attraverso le vendite periodiche e le acquisizioni a livello per reperire denaro per le casse del comune grazie alla presenza di alcune ducali, nelle quali si testimonia la vendita periodica delle ruote dei mulini di Bagnarolo, delle Valli Savellon e Lispida e delle Valli di Pozzonovo. Per quest'ultime ulteriori notizie sono contenute nei capitoli, che ne regolavano l'assegnazione, registrati nel "Libro dei Consigli" del 1569-1590. Si segnala inoltre del 1567 un elenco di proprietari veneziani presenti a Monselice (tra loro: Michele Malipiero, Alvise Marcello, Agostino Nani, Bartolomeo Gradenigo, Francesco Duodo, Andrea Gritti, etc.). Registro dei documenti ufficiali della magnifica Comunità, che copre un ambito cronologico dal 1406 – copia della già ricordata ducale del doge Michele Steno – al 1759, e che contiene un’interessantissima raccolta di privilegi, ducali, terminazioni, ordini, sentenze, capitoli, inerenti le materie più diverse, tanto di ambito locale, che extraterritoriale. Monte di Pietà di questa importante istituzione possediamo: "Il quaderno del Monte di Pietà 1688-1698" e un "Libro di depositi" del 1743-1756, che possono essere accompagnati a un atto privato del 2 febbraio 1552, riferentesi a un deposito fatto da un privato per rimpinguare le casse del Monte di Pietà. Utile per capire la gestione dell'Istituto i capitoli, che lo regolavano, presenti nel Libro del Consigli del 1569-1590. Commissaria "Savaca": un registro contiene i verbali delle sedute della Commissaria per la gestione dei fondi attraverso le quali si ricostruisce il meccanismo di assegnazione di denaro ai più bisognosi, in particolar modo alle ragazze povere per dotarsi di una dote per potersi maritare. Fascicoli sciolti relativi a documentazione alquanto eterogenea: si va dal processo "Pro Spectabili Communitate Montescilicis contra dominum Bartolomeum Santa Sofia" (in diverse copie) del 1639, alla "Visita di Monsignor illustrissimo Giorgio Cornaro, con scrittura di compositione de signori Deputati tra il spettabil Arciprete et li Canonici Preti (di s. Giustina) del 1648-1667; dalla documentazione (in copia) relativa alla Fiera Franca di Monselice (1654-1804), alla copia di una supplica della Comunità di Monselice per poter aggiungere una quarta ruota alle tre esistenti nei mulini di Bagnarolo, del 1656, tanto per citare alcuni esempi. Questo fondo si presenta, per certi aspetti, come la "prosecuzione" naturale del materiale documentario presente nel periodo veneziano (1405-1797). Esso consta di 68 buste complessive, e copre un arco cronologico che va dal 1816 al 1870. Manca purtroppo la documentazione relativa al periodo napoleonico. Nella maggioranza dei casi le buste sono formate dall’accorpamento di più fascicoli relativi a materie diverse tra loro. In fase di riordino ed inventariazione, si è cercato di salvaguardare il più possibile la collocazione originaria, tranne nei casi in cui risultavano palesi gli errori di protocollo o di collocazione fisica della documentazione. Il materiale ottocentesco rappresenta una vera e propria miniera per chiunque voglia approfondire aspetti particolari su Monselice nel XIX secolo: sulla sua popolazione, sulla condizione economica dei suoi abitanti, sui diversi enti pubblici e privati, laici ed ecclesiastici e le loro iniziative, sui problemi di carattere sanitario per il frequente diffondersi del colera e del tifo, sino agli avvenimenti estemporanei ed eccezionali quali l’esecuzione dei "13 malfattori sentenziati e fucilati" a Monselice nell’agosto 1850, o il passaggio notturno del Re Vittorio Emanuele III e i relativi festeggiamenti approntati dall’amministrazione comunale (20 novembre 1866); o al contrario le iniziative destinate invece ad influire sulla vita della città come l’inizio della costruzione delle stazioni ferroviarie di Monselice e di Schiavonia (1865). Tra le diverse categorie, si segnala quella denominata "Acque, strade e lavori comunali", relativa ai lavori di manutenzione dei corsi d’acqua e delle strade, ricca di tavole a china o acquerellate (planimetrie, prospetti, sezioni), e quella dell’Ornato", che raccoglie le richieste – anche queste corredate da disegni – delle ristrutturazioni che riguardarono numerosi edifici del centro storico: un utile punto di riferimento questo, per capire le trasformazioni urbanistiche ed architettoniche intervenute durante questo secolo. Integra infine questo fondo una serie di documentazione relativa ai primi decenni del XIX secolo, e dunque posteriori al periodo veneziano. Qualche esempio: un Quaderno degli Oggetti Militari per gli anni 1805-1806, un prospetto delle Attività e Passività del Comune per il 1809, un "Prospetto dimostrante l’antico territorio del Comune di Monselice e le seguenti variazioni per l’effetto dei successivi compartimenti territoriali", del 1844, tre registri della popolazione relativi al XIX secolo e altro materiale che non mancherà di suscitare l’interesse dei ricercatori di storia locale Stato Preunitario Cartelle d’archivio 1797-1866 con appendici e documenti vari fino al 1899; Stato Preunitario Serie speciali 1797-1866 4) REGNO D’ ITALIA (1866 - 1945) Serie speciale "Masetti". E’ una serie empirica, composta da 66 buste, costituita dall’archivista comunale Angelo Masetti e comprende documentazione amministrativa che va dal 1900 al 1945; Deliberazioni del Consiglio e della Giunta Comunale rilegate Regno D’ Italia Cartelle d’archivio 1900–1909 per complessive buste n.129 Regno D’ Italia Cartelle d’archivio 1910–1919 per complessive buste n. 228 Regno D’Italia Cartelle d’archivio 1920–1929 per complessive buste n. 247 Regno D’Italia Cartelle d’archivio 1930–1940 per complessive buste n. 306 5) REPUBBLICA ITALIANA ( 1945 -) In questa sezione viene custodito il materiale d’archivio prodotto tra il 1945 e il 1960 in fase di ordinamento.
FONDI AGGREGATI Oltre alla documentazione del Comune di Monselice, sono stati depositati, negli ultimi anni, nell’archivio storico altri fondi provenienti da Enti e Istituzioni soppressi o - come nel caso dell’archivio Fioravanzo - da disposizioni testamentarie. Attualmente sono custoditi presso l’archivio storico del comune di Monselice i seguenti fondi: Asilo infantile Tortorini Ente di Assistenza per l’infanzia "Solario Giorgio Cini" Celso Carturan (Monselice 1875–Padova 1950). E’ il suo l’archivio privato utilizzato per molte pubblicazioni di storia locale, donato dalla famiglia alla biblioteca nel 1988. Ha ricoperto molti incarichi pubblici (Vicesegretario del Comune di Monselice, Presidente del Gabinetto di Lettura, degli Istituti Pii, etc.). Ha scritto una poderosa storia di Monselice che si può consultare in biblioteca Ammiraglio Giuseppe Fioravanzo. Nato a Monselice nel 1891, è entrato nell’Accademia Navale nel 1909, percorse tutti i gradi di una carriera militare encomiabile, fino alla nomina ad ammiraglio di squadra (1952). Combatté, con alterne fortune – politiche, umane e militari - in tutti i principali conflitti che insanguinarono l'Europa nella prima metà del secolo ottenendo molte decorazioni e importanti riconoscimenti. Ha retto per molti anni l'ufficio storico della Marina. È l'autore di una quarantina di libri sulla tattica militare navale. Alla morte, avvenuta nel 1975, ha voluto donare alla città natale tutto il suo patrimonio documentario che viene ora conservato presso nell’archivio storico
ALTRI ARCHIVI PRESENTI A MONSELICE SOCIETÀ OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO Presso la biblioteca è conservato copia dell’inventario. La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Monselice, che trae le sue origini dai moti patriottici del 1864, ha sempre conservato le sue caratteristiche di democrazia e di libertà, anche durante il periodo fascista, resistendo sempre ai vari tentativi di assorbimento, e rinnovando annualmente le cariche sociali con libere elezioni tra i soci. La Società, anche con il nuovo Statuto del 13 Maggio 1984, ha per base l'unione e la fratellanza, e per scopo il mutuo soccorso materiale, sociale, culturale, morale, e intellettuale; e tende, quindi, a sussidiare a sovvenire in base alle sue possibilità economiche. Per raggiungere tali intenti essa opera all'infuori ed al di sopra d'ogni partito politico. La società provvede alla propria vita economica con il contributo dei soci, con i redditi delle sue proprietà immobiliari, e con eventuali proventi straordinari. Le Società di Mutuo Soccorso hanno come simbolo la stretta di mano il cui motto è "Uno per tutti e tutti per uno" con la quale vogliono esprimere l'affratellamento tra i cittadini, la difesa libera e cosciente non caritatevole e paternalistica dei singoli in una società fondata sulla legge. CASA DI RIPOSO DI MONSELICE: Contiene l’archivio degli Istituti pii presenti a Monselice nel XX secolo. PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE LAVORATORE (Parrocchia del Duomo). Il Concilio di Trento com'è noto istituisce l'obbligo per i parroci di tenere libri o registri di matrimonio, battesimo e morte. All’epoca esistevano le parrocchie di S. Giustina (1.500 anime nel 1595), S. Paolo (3.400 nel 1587), S. Martino (1.100), S. Nicolò di Marendole (500), S. Tommaso (280), per totale di circa 6.800 abitanti. La parrocchia del Duomo conserva tutta la documentazione delle parrocchie citate. ARCHIVIO CONVENTUALE DEI FRANCESCANI DI SAN GIACOMO: Contiene la documentazione relativa alle vicende del convento francescano: dal 1677 fino ai nostri giorni
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