Centro documentazione di Monselice
 

 

 

 

MONSELICE  IN  CARTOLINA

Cartoline e foto di ieri. Come eravamo nel secolo scorso.
 Le cartoline sono state gentilmente concesse
da Ermes Temporin e da Alessandro Raddi

 

 Villa Duodo

Meta ideale di tutte le passeggiate monselicensi

 

Discesa dalla Rocca (o dal Monte Ricco) in macchina con i bambini che seguono festanti (1917)

 

 

Villa Duodo con l'entrata al Torrione (1910)

 

Villa Duodo con i giardinieri, sullo sfondo la grotta di San Francesco (1900) d'Assisi

 

Villa Duodo con la Torre del vecchio castello di San Giorgio (1902)
in quel tempo era abitata dai conti Balbi alcuni de quali riposano nella chiesa vicina chiesa di San Giorgio

 

Rara immagine del conte Balbi a cavallo, sullo sfondo la chiesetta di San Giorgio.

 

 

Classica immagine delle sette chiesette, sullo sfondo la chiesetta di San Giorgio
 con le abitazioni dei domestici abbattute nei primi del '900. Sullo sfondo
 si notano le mura che scendono fino a San Martino

 

 

Villa Duodo con l'abitazione dei custodi sulla destra

 

 

In posa per la foto sull'esedra di san Francesco d'Assisi

 

 

Inedita immagine delle 7 chiese del 1928

 

 

Piazza Mazzini

La Piazza era il cuore pulsante della città, potere civile e religioso coabitavano all'inizio della salita alle sette chiese.

 

 

Monte di Pietà con sullo sfondo il palazzo pretorio  abbattuto nel 1939 per dare più visibilità al castello

 

Piazza Mazzini  (1925). Si nota il castello prima dei restauri e sulla destra l'edificio
abbattuto da un bombardamento nel 1945, noto come palazzo degli uffici

 

 

Piazza Mazzini  (1920). Numerosi erano i soldati presenti a Monselice.
 Le cave avevano già devastato buona parte della rocca

 

 

Piazza Mazzini  (1920). Si nota la loggetta sotto la torre civica

 

 

Il vecchio municipio con l'asta della bandiera (1940)

 

Piazza Mazzini vista dalla cava della Rocca

 

 

Il vecchio municipio con la scalinata che portava alla chiesa di San Paolo (1940)

 

 

 
 
MERCATO DELLA FRUTTA A MONSELICE

 

Nota di Celso Carturan

A partire dal 1930 che il mercato della frutta di Monselice comincia ad assumere una importanza sociale ed economica che va al di là dello stretto territorio comunale. Scrive il podestà  in una sua relazione del 1932: “L’Amministrazione fermò la sua attenzione sul mercato giornaliero della frutta che si svolge da tempo immemorabile. Anzitutto disciplinò lo svolgimento con opportune norme e con una vigilanza assidua, ottenendo una frequenza notevole in modo da far classificare il mercato locale tra i primi della regione. Al concorso Triveneto della frutta tenutosi a Venezia nel 1929  il comune di Monselice partecipò con i suoi migliori prodotti ottenendo la medaglia d’oro ed uno speciale diploma di benemerenza per la qualità e la quantità dei prodotti (circa mille quintali giornalieri) esposti e venduti nella totalità”. Il quotidiano “Il Veneto” - di quel tempo - ricorda che solo Ferrara supera Monselice per volume di affari “ Dal 20 giugno a tutto il 17 agosto sono stati spediti dalla stazione ferroviaria ben 378 vagoni di pesche pari a ql. 23836 tutti destinati all’estero. Sono state vendute al mercato pesche e frutta in generale per 9626 quintali; la frutta in sorte e le pesche esportate dai pescheti e frutteti sono stati complessivamente  116.750 quintali. Il primato è dovuto alla posizione privilegiata di Monselice che è collegato con tutte le più importanti reti stradali e ferroviarie: Le pesche locali sono ricercate e preferite per la loro resistenza a lunghi viaggi mentre il colorito e il profumo di esse assumono una speciale distinzione. Un corrispondente da Monselice ci avverte che “la pesca di Monselice viene esportata anche all’estero e per questo servizio si sono costituite molte società che nella stagione estiva occupano numeroso personale usando macchinari per la pulitura e per la cernita della grandezza della pesca la quale, dopo la selezione e la pulitura, viene avvolta in una leggera carta velina ed allineata in piccole cassette o gabbiette che vengono portate alla stazione. Ogni giorno partono da un minimo di mille fino a tremila quintali di pesche”.

Nel 1937 il mercato è ancora fiorente, tanto che un intellettuale locale pensa di scriverci sopra un “pezzo di colore”. “ I grandi tigli di Piazza Assicella accolgono sotto le loro ombre i prodotti di una vasta zona circostante. Dai primi piselli dei soleggiati Colli Euganei, alle profumate pesche di Pozzonovo, San Pietro Viminario,  Pernumia e Monselice, alle uve dorate di Arquà Petrarca e di Baone, è tutta una ricca e simpatica rassegna degli splendidi prodotti ortofrutticoli del Monselicense, è una dimostrazione dell’attività dei bravi rurali, che gareggiano per ottenere dal suolo le migliori produzioni.

Il mercato si apre alle tre del pomeriggio. Prima di quell’ora nessuna contrattazione può avere luogo e la merce viene allineata, coperta con foglie e tele, sotto i tigli, in attesa dell’ordine di apertura. Alle tre precise un agente municipale dichiara l’apertura del mercato. Tosto la piazza comincia ad animarsi: le ceste si scoprono, i sacchi si aprono, la merce viene messa in bella mostra.

E’ uno spettacolo che varia a seconda della stagione. Al verde dei piselli di maggio, si unisce il rosso delle ciliegie  e poi il giallo delle albicocche e delle prugne, è una intera tavolozza con le pesche, le pere, i fichi ecc., il tutto temperato da una sobria cornice costituita dalle diverse specie di recipienti, secchi, ceste, cassette, ecc. Un pittore avrebbe di che sbizzarrirsi.

Le pesche tengono certamente il primo posto per la quantità della merce e la sua qualità. Il territorio di Monselice, infatti, da qualche anno si è davvero specializzato nella cultura di questo frutto e ne produce di tutte le varietà nazionali ed americane. Si trovano spesso sulla Piazza due-trecento quintali di pesche, ed in certe giornate eccezionali molti di più. Allora l’ampia Piazza Ossicella non è più sufficiente a contenere tutta quella grazia di Dio, e si invade la attigua Piazza San Marco, come succede quasi quotidianamente.

E’ la sagra dei ragazzi che possono più agevolmente e con minore ira dei contadini, assaggiare la frutta, è la disperazione dei vigili che non riescono a mantenere dappertutto  l’ordine necessario. Tre o quattro pese pubbliche lavorano fino a tarda ora a pesare tutta la merce e le relative tare. Comincia poi il lavoro di imballaggio e di trasporto che si compie in giornata perché, si sa, le pesche non resistono tanti giorni, e debbono essere spedite subito per poter giungere sane molto lontano, spesso egli estremi limiti d’Europa. Ecco allora squadre di donne e di ragazze e pile di cestini giungere sulla piazza e nei vari magazzini. E’ un lavoro febbrile e lieto insieme.

 

In posa per la frutta (1930)

 

Pesatura della  frutta (1930)

 

Venditori di frutta in piazza Ossicella (1930)

 

Cernita della frutta (1930)

 

 

Piazza Mazzini da sempre luogo di mercato del lunedi

 

 

Mercato di Piazza Mazzini

 

 

 
 
SCORCI DIVERSI

 

Via Cadorna la parte destra è uguale, mentre
 la sinistra ha subito notevoli trasformazioni

 

Classica veduta da Monselice vista dalle pendici del Montericco (1900)

 

Via Matteo Carboni, sullo sfondo la chiesa di Santa Giustina

 

Foto ricordo davanti al monumento ai caduti

 

Festa popolare a Ca' Oddo

 

In posa a Ca' Oddo di Monselice

 

 

Bella foto di Monselice presa dall'attuale ospedale . 1920-30

 

 

Monselice 1922

 

 

 
 
A cura di Flaviano Rossetto - Tel. biblioteca 0429 72628 - Tel. Municipio 0429 786911
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Ultimo aggiornamento: 02-04-11.