MONSELICE SCRIVE

6^ edizione 2010

Una città, i suoi scrittori, i suoi libri - incontri con gli autori monselicensi
 
 
Programma nel depliant in PDF da scaricare [vai..]

La biblioteca comunale promuove, naturalmente, i libri pubblicati dai monselicensi, con una specifica iniziativa denominata "Monselice scrive: una città, i suoi libri, i suoi scrittori". La manifestazione vuole offrire ai monselicensi che hanno scritto una nuova opera la possibilità di farla conoscere al grande pubblico.

Storie locali, racconti di guerra, diari e “gialli  sono i temi preferiti dai nostri scrittori  che con rinnovato entusiasmo  affidano alla carta stampata la propria creatività letteraria e storica. In verità negli ultimi tempi i monselicensi hanno riscoperto anche il “piacere” della lettura e la biblioteca ha costituito il motore principale di questo risveglio culturale che fa onore a tutta la città.

Sicuramente ora raccogliamo i frutti delle molte iniziative di sensibilizzazione alla lettura realizzate nelle scuole cittadine con il progetto “Percorsi di creatività”, che si prefigge l’obbiettivo di stimolare i ragazzi a  leggere  per favorire lo sviluppo dell’intelligenza, dell’equilibrio psicologico e delle loro capacità di socializzazione.

Come nelle passate edizioni, l’iniziativa vuole offrire ai monselicensi che hanno scritto un  libro la possibilità di farlo conoscere al grande pubblico. Le tematiche trattate variano anche quest’anno dal vasto excursus storico all’approdo letterario legato da esperienza del vissuto o frutto di fantasia o di poetica ispirazione, avendo qualche sfondo prediletto lo spazio euganeo, monseliciano in particolare.

Va da sé che il fervore storico - letterario che da tempo caratterizza la città è merito pure dell’intensa attività della Biblioteca e degli stimoli provocati dagli importanti appuntamenti che da decenni ormai ci qualificano in ambito regionale o, addirittura, nazionale ed internazionale.

Invitiamo autori e scrittori monselicensi ad contattarci per dar vita alla nuova edizione di "Monselice scrive" con l’augurio sincero che le loro fatiche, troppo spesso disattese o ignorate da una società, distratta, abbiano il giusto apprezzamento incontrando lettori numerosi e riconoscenti per l’alimento spirituale che ogni opera dell’intelletto, per quanto umile e modesta, sa dare.


PROGRAMMA

Tutti gli incontri avranno luogo presso la biblioteca del castello alle ore 16

 


 

 

Sabato 9 gennaio 2010

CRISTINA  BERTAZZO
Metamorfosi a Villa Duodo. Un ciclo scultoreo settecentesco
in Monselice: descrizioni, narrazioni e interpretazioni
 
Presenta Roberto Valandro
 
Circa tre anni fa Cristina Bertazzo ha dato avvio al riconoscimento della rappresentazione scultorea di miti, allegorie e leggende sulla facciata settecentesca di Villa Duodo. Quei rilievi, subito rivelatisi più che semplici decori, quasi un vero e proprio testo, hanno suscitato molti quesiti. Ad essi l’autrice ha risposto con un’attenta descrizione del ciclo scultoreo, seguita da un’indagine sul settecentesco contesto culturale da cui sono nuove circostanze; lo studio è stato completato da una interpretazione dei significati ‘nascosti’ sotto quelle immagini. Nel volume, aperto dal proemio di Roberto Valandro, i testi che accompagnano le foto di Cristiano Bulegato, protagoniste della scena, propongono quindi un’inedita lettura della facciata settecentesca di Villa Duodo, suscitando gli uni e le altre la meraviglia da cui è iniziata la ricerca.

Cristina Bertazzo vive con la famiglia a Monselice dove attualmente insegna discipline storiche e letterarie nell’ Istituto J. F. Kennedy. Quanti la conoscono sanno che è persona riservata, che ha sempre coltivato i suoi interessi per la natura, i viaggi, l’arte figurativa, il patrimonio monumentale locale e il teatro, passione giovanile. Particolarmente attenta alla didattica scolastica, ha collaborato a riviste e iniziative culturali locali, investendovi le sue competenze professionali. Negli ultimi anni si è dedicata allo studio del ciclo scultoreo di Villa Duodo a Monselice.

 

 

Sabato 16 gennaio 2010

ROBERTO VALANDRO
Il Gruppo Bassa Padovana. Cronistoria itinerante di
un’avventura culturale.

Presenta Chiara Ceschi
 

L'opera narra in forma giornalistica perché quarant'anni fa è nato il Gruppo Bassa Padovana e come ha operato grazie alle fruttuose intuizioni e all'encomiabile abnegazione del fondatore Camillo Corrain. Il GBP ha avuto il grande merito di portare nuova luce alla storia e alle storie del territorio tra Adige e Colli Euganei, costituendo e animando il Museo Civico Etnografico di Stanghella affratellato alle minori raccolte tematiche di Villa Estense, Granze e San Salvaro di Urbana. Tra le problematiche più stimolanti ha offerto contributi ineludibili al discusso percorso dell’Adige ‘romano’ e individuato plurime e sovrapposte centuriazioni nell’agro atestino prima neppure ipotizzate.
 
Nato a Montagnana nel 1942, l'Autore, docente di materie letterarie, giornalista pubblicista e storico per passione, ha operato negli anni per la valorizzazione della 'civiltà' bassopadovana , intesa come deposito originale e prezioso di beni archeologici, monumentali-paessagistici e soprattutto della cultura contadina che si è espressa in forma dialettale, imprimendo un'orma indelebile nella mentalità e nei costumi popolari, un'orma che oggi si tende purtroppo a svilire e a dimenticare affannati a rincorrere un progresso tecnologico straniante e disumanizzante.

 

Sabato 23 gennaio 2010

GIOVANNA MONTAGNER E CARLA GITTOI
La mia rosa di Gerico

Presenta Riccardo Ghidotti
 

Amiche nella vita, Giovanna e Carla, con questo romanzo ci regalano una visione dei grandi valori della vita. Con linguaggio narrativo, denso e lirico, svelano il loro paesaggio interiore forgiato dall'esperienza umana. La mia Rosa di Gerico è la frase che genera il titolo del romanzo, intorno alla quale ruota la parte centrale del racconto. Essa ne è metafora e traccia: pianta del deserto che rifiorisce, facendo tesoro delle poche gocce d'acqua disponibili, in un modo sorprendente. Ed è la saga della vita.

Giovanna Montagner vive a Monselice dalla nascita. Insegnante di Scuola Elementare, fin dalla giovinezza ha vissuto esperienze umane molto importanti. Opera da numerosi anni nel volontariato culturale e sociale. Il turismo e la fotografia rientrano nelle sue passioni, ma ciò che la attrae da sempre è scrivere, specie di poesia. Nel 2007 ha dato alle stampe La Voliera, uno struggente racconto autobiografico. Schiva e discreta, la poesia l'ha resa donna di talento, che fa della sensibilità il suo semplice trofeo.
 

Carla Gittoi, monselicense di origine, in gioventù ha vagato per altre località sia per lavoro sia per il suo emozionante "spirito libero". Approdata a Venezia, la città l'ha incantata e le ha dato l'amore della sua vita, Gianni ”el gondolier”. La raffinatezza della capitale lagunare ed i paesaggi delle alte montagne non sono bastati per sopire l'irrefrenabile desiderio di ritornare a Monselice. Un ritorno accarezzato da dolci ricordi

 

 

Sabato 30 gennaio 2010

GIANCARLO FABBIAN
La Rocca di Monselice e le sue Sette Chiesette

Introduce Ferdinando Frizzarin, Presidente della Società Operaia di Monselice. Presenta Lucio Merlin, con letture poetiche di Fabio Gemo

Giancarlo Fabbian è nato a Monselice il 19 luglio 1941. E' un pensionato dal cuore giovane, sempre impegnato in mille cose. Dalla vita ha ricevuto molto ed è per questo che dona molto del suo tempo agli altri.
Da quando è andato in quiescenza si è dedicato anche a leggere e a scrivere. Scrive con molta semplicità e descrive, quasi come un diario, le sue sensazioni e i suoi pensieri. Gli piace dedicarsi ai nipotini, al Volontariato Ospedaliero e ai pellegrinaggi a piedi (vedi: Santiago di Compostella, Roma e Gerusalemme); ha fatto della lettura e della scrittura una ragione di vita. Gli piace dedicare le sue poesie a Monselice, scrive in lingua italiana, ma predilige il dialetto veneto perché: ”con l'italiano parla del Paron, ma con il dialetto parla col Paron”.

Nell’ambito dell’incontro verrà illustrata l'azione della Società Operaia di Monselice che tuttora svolge diverse attività, soprattutto in campo sociale, culturale e ricreativo. Le Società Operaie di Mutuo Soccorso sono associazioni le cui forme originarie videro la luce intorno alla seconda metà dell'800 per aiutare i lavoratori in difficoltà economica o in caso di malattia. Il sodalizio monselicense, fondato nel 1867, provvede oggi alla propria vita economica con il contributo dei soci, con i redditi delle sue proprietà immobiliari e con eventuali proventi straordinari.
 

Copie dell’opuscolo saranno distribuite ai presenti.

 

Sabato 6 febbraio 2010

GIANNI BELLINETTI
Telefonate dal cielo

 

Presenta Roberto Iacovissi, giornalista e critico letterario.
Lettura di alcuni brani del libro di Rosanna Perozzo,
conduttrice radiofonica, lettrice, poetessa.

Telefonate dal cielo nasce da una straordinaria esperienza umana e culturale che è stata la conoscenza e l'amicizia dell’autore con don Antonio Bellina , un prete scomodo, "friulanista", autore di una cinquantina di opere tra cui la traduzione in friulano dell'intera Bibbia, ma anche di un libro dal titolo La Fabbrica dei preti (subito fatto ritirare dalla Curia), in cui raccontava con assoluta sincerità le storture della vita nel Seminario di un tempo.
Quell'esperienza si interrompeva bruscamente per l'improvvisa morte di don Bellina a pochi giorni dalla presentazione della traduzione di una delle opere più intense: il De Profundis. "Fu proprio quel distacco improvviso, che aveva interrotto un rapporto per me importante, ad innescare un meccanismo strano: la voglia di continuare a dialogare con lui, di provare a mantenere qualche legame. Nacque così, non so spiegare come, l'idea delle telefonate che avrebbero permesso di farlo parlare ancora attraverso i suoi scritti, le sue opere, le sue vicende umane..."
Gianni Bellinetti, insegnante di Lettere, è di origini monselicensi, vive in Friuli, a San Giorgio di Nogaro, da oltre quarant'anni, ma ha mantenuto sempre forti legami con Monselice, dove ha ancora numerosi amici. Ha pubblicato una decina di opere. E' già stato presente alla prima rassegna ”Monselice scrive” con il volume di racconti in dialetto A so deventà furlan (2004).

 

Sabato 13 febbraio 2010

FRANCESCO SIMETI
Le città delle stelle Monselice-Verona
 
Dialogo sull’immaginario di Monselice tra l’autore e Roberto Valandro


Il monte di Monselice è considerato una manifestazione delle forze magiche fin dai tempi della lontana preistoria. Allora l'ambiente di vita era l'acquitrinio da cui emergevano ammassi di erbe e di fango in cui si riproduceva la vita: mota, motta, mottella… Ma dalle pietre di selce si ricavava il fuoco con il moto a spirale dei legni. Gli uomini osservavano le stelle e si sono costruiti un modello immaginario del cosmo: una montagna che regge il cielo che gira intorno al polo. Questo complesso immaginario si è diffuso fin dalla preistoria ovunque e costituisce un 'modello archetipico' riprodotto nelle epoche successive in modi simili presso tutti i popoli. Prima degli etruschi e dei venetici era il monte sacro di intravisione nella notte e di riti che chiamiamo 'sciamanici'. Per i popoli che sono venuti successivamente era la sede del sacerdote-re; ed era 'fonte di scienza e di potere': possedere il monte sacro era necessaria investitura. Anche i romani venivano al monte e alle fonti per iniziare le imprese belliche. I principi Carraresi traevano il potere sul territorio dal possesso della rocca; poi anche Venezia e i suoi patrizi hanno voluto avere la loro sede a Monselice, il monte dell'elice celeste che espande energia vitale dall’archetipo del Mons silicis romano. Nel castello ci sono stratificate le forme e le figure del suo potere magico, assecondando le strutture stilistiche proprie dei tempi.
Francesco Simeti è neuropsichiatra infantile; da tempo studia le strutture dell'immaginario nel lessico e nelle figurazioni dell'arte, anche nella loro utilizzazione in campo psicoterapeutico; esse sono rese note in molte pubblicazioni, nelle scuole di formazione alla psicoterapia, nei corsi della Associazione per lo studio dell'Immaginario.

 

 

Domenica 14 febbraio 2010

Il culto di San Valentino a Monselice e nel Veneto
A cura di Flaviano Rossetto
Introduce Antonio Rigon
presentano Luciano Morbiato e Roberto Valandro.
 

San Valentino è riconosciuto in tutto il mondo come il santo degli innamorati e ogni 14 febbraio rinnova i suoi miracoli d’amore. Ma sull’origine del culto non c’e’ molta chiarezza, anche se a Terni rivendicano l’origine della tradizione italiana, autenticata dalla conservazione nella cattedrale cittadina delle sacre spoglie di “un” san Valentino.
A Monselice la festività ha alimentato una particolare devozione che, forse, trae origine dalla presenza dei resti di un altro san Valentino tra quelli dei presunti martiri cristiani arrivati nel XVII secolo dalle catacombe romane. La tradizione locale prevede che il sacerdote impartisca, alle migliaia di donne e fanciulli che salgono il 14 febbraio di ogni anno al santuario delle “Sette Chiesette”, una speciale benedizione che si conclude con la consegna di una “chiavetta” che dovrebbe scongiurare l’insorgere nei bambini del «mal caduco», ovvero l’epilessia. Gli storici oggi avanzano l’ipotesi che onorare san Valentino, come santo degli innamorati, sia una eredità del mondo anglosassone, dove ha dato vita al Valentine’s day. Nel nostro paese il culto si è aggiunto a quello del santo ternano, fondendo e confondendo storia e tradizione. L’opera quindi ripercorre con qualificati e approfonditi saggi (Francesco Barcellona Scorza, Luciano Morbiato, Simonetta  Marin e Claudio Bellinati) l’origine del culto, analizzandone soprattutto l’evoluzione in ambito veneto e nella Bassa Padovana (Roberto Valandro e Camillo Corrain), senza trascurare una realtà vicentina (Antonio Diano).
Interessante infine è la relazione (Monica Panetto e Vito Terribile Wiel) della ricognizione compiuta sui ‘martiri cristiani‘ del Santuario di Monselice nel 1982-83, nella quale si approfondisce, con scrupolosa scientificità, l’origine delle sacralizzate reliquie corporali monselicensi.


Copie del volume saranno distribuite ai presenti.

 

Sabato 20 febbraio 2010

DAVIDE DONATO
Gli ostacoli del cuore
 
Presenta Paola Passatempi


Milano. Alessandro Merlini è un dirigente di successo, con una vita all'apparenza perfetta, un lavoro sicuro, una moglie compagna di tutta una vita e una figlia che adora. Non sembra che si prospettino all'orizzonte ostacoli, ma poi, durante un viaggio in Brasile, conosce Rafaela. Perché mettere in gioco tutta una vita all'inseguimento di un sentimento nuovo e improvviso? Forse perché non c'è modo di evitarlo o magari perché, se osservato con attenzione, il ritratto perfetto della sua vita famigliare presenta qualche piccola crepa. Talvolta occorre scavare a fondo per scrostare la dolce patina creata ad arte dal cuore e riscoprire una scomoda realtà.

Davide Donato, monselicense d'adozione e fondatore dell'associazione culturale "Amici delle arti", è ormai una presenza consueta all'interno della manifestazione "Monselice scrive".
Scrittore affinatosi nell'arte del romanzo, è ormai alla quarta opera e dopo il successo dei suoi precedenti scritti, in particolare de Il chitarrista edito da Armando Curcio Editore, si presenta in una nuova veste, abbandonando i gialli e i noir, per cimentarsi in un romanzo sentimentale, provando con successo a modulare una voce nuova che va a scavare nell'animo umano immaginando quali possano essere gli ostacoli che il cuore a volte ci pone davanti.

 

Sabato 27 febbraio 2010

GIANNINO SCANFERLA
Nel Cammino di Santiago
 
Presenta Antonio Rigon


Nel Cammino di Santiago… un ricercato errore grammaticale per evocare sin dal titolo la peculiarità di un libro di piacevole lettura, ma forte, intenso, a tratti commovente sul più emblematico itinerario spirituale europeo, dove fedeli e agnostici sono animati dal medesimo desiderio di purificazione.
La meta auspicata è la tomba di San Giacomo, l’apostolo di Gesù martirizzato in Palestina da Erode, le cui spoglie trasportate da un angelo, secondo la leggenda, riposano nella città galiziana non lontana dalla costa atlantica, nel nord della Spagna.
Il lettore, passo dopo passo, si inoltra nel magico mondo dei camminanti attraverso brevi capitoli che, con veloci tratteggi di personaggi e situazioni a volte al limite del fantastico, costituiscono l’ordito su cui si intreccia il racconto di un mese di viaggio e di ventiquattro giorni di cammino.
Egli così diviene partecipe di quegli… ”istanti, minuti, ore, giornate vissute con modalità diverse le une dalle altre, ma egualmente intense; dense come stelle collassate...”. Poi, quando la sofferenza e la solitudine inducono a una rivisitazione spietata della condizione umana, gli aneddoti lasciano il campo al riconoscimento della Bestia, fino alla scoperta della Madre, ”all’innesco del Cammino Interiore”.
 

Giannino Scanferla è nato a Padova e vive a Monselice, dove ha ricoperto vari incarichi amministrativi per più di un decennio. E’ docente presso l’IPSIA ”Enrico Bernardi” di Padova dove promuove e coordina le attività dell’area professionalizzante.

 

 

Sabato 6 marzo 2010

GIACOMO FINA
Viaggio d’autunno

Presenta Giucar Marcone, giornalista e scrittore


Questa nuova raccolta di poesie di Giacomo Fina è il racconto in versi del suo vissuto sia in prima persona che come acuto osservatore delle varie stagioni della vita. Emblematico il titolo Viaggio d’autunno, metafora di quella fase della vita che porta alla riflessione, al bilancio di quel che si è fatto, un consuntivo sul quale meditare per poi affrontare con maggiore serenità l’inverno. La poesia di Fina è lo scandaglio di episodi che riaffiorano dal deposito della memoria, complice una struggente nostalgia per un passato di ricordi, di speranze, di delusioni, di luci, di ombre. Sul filo della memoria si snodano immagini care, familiari, momenti tristi, amari, ma anche di simpatica ironia, portati, talvolta, dalla voce del vento, ambasciatore di sentimenti mai sopiti.
 

Giacomo Fina (Poggio Imperiale, 1935) sin da giovane è impegnato in politica e nell’associazionismo. Già consigliere comunale per tre mandati consecutivi nel suo paese d’origine, negli anni ’80 ha ricoperto incarichi di rilievo in Assomarmi di Confindustria. Nel 1989 si trasferisce con la famiglia a Monselice per lavoro, e da allora è presente nella vita sociale e politica di questa Città. Consigliere comunale dal 1999, tuttora ricopre l’incarico di Assessore comunale al Bilancio e Tributi. Pur tra i tanti impegni non ha trascurato la passione per la poesia e la pittura. Nel 2007 ha esordito con poesie sue e del figlio Gino (Poggio Imperiale 1963 – Monselice 1990) con l’opera Dialogo Postumo, presentata da Renato Guglielmo.


 

 

 

GALLERIA  FOTOGRAFICA

Presentazione del libro di Cristina Bertazzo 9 gennaio 2010

 

Particolare del pubblico durante la presentazione del libro di Cristina Bertazzo

 

Presentazione del libro di R. Valandro del 16 gennaio 2010

 

Camillo Corrain ( a Sin.) fondatore del gruppo Bassa Padovana 16 gennaio 2010

 

 
Riccardo Ghidotti, Giovanna Montagner  e Carla Gittoi  23 gennaio 2010

 

 

 
Lucio Merlin, Ferdinando Frizzarin e Giancarlo Fabbian 30 gennaio 2010
Deliziose le poesie di Fabbian lette da Fabio Gemo con il commento di Lucio Merlini, al termine si è sviluppato un interessante dibattito sull'uso del dialetto nella poesia.

 

 
Particolare della presentazione del libro di Gianni Bellinetti  6 febbraio 2010

 

 

 

 

Locandine e programma delle passate edizioni:

  


 
A cura di Flaviano Rossetto - Tel. biblioteca 0429 72628 - Tel. Municipio 0429 786911
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Ultimo aggiornamento: 07-02-10.

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