PREMIO "MONSELICE" PER LA TRADUZIONE

41^ edizione 2011


Invito e programma in formato PDF [ vai...]

Folder con motivazioni e temi dell'edizione 2011 [vai...]

 
destinato agli studenti della provincia di Padova

I Vincitori 1971-2010 [vai...]

Temi dei 38 convegni sulla traduzione 1972-2010 [vai...]


Le premiazioni hanno avuto luogo Domenica 19 giugno 2011 presso il Castello di Monselice con un convegno dedicato ai problemi della traduzione sul tema

Fortuna e traduzione nelle lingue straniere degli
scrittori del Risorgimento italiano da Nievo a Fogazzaro

con le Relazioni di

Stefania SEGATORI (Università di Chieti-Pescara)
Nievo traduttore e tradotto

 
 
 
Video intervento Stefania Segatori
 
 

 
 
 
 
Margherita BOTTO (Università di Bergamo)
"Raccomando ai miei amici l'illustre
amico". Il Garibaldi di Alexandre Dumas.
 
 
 
Video dell'intervento di M. Botta 1^ parte
 
 
 
 
Video dell'intervento di M. Botta 2^ parte
 
 
 



Luciano MORBIATO (Università di Padova) 
"Avec les gants" e "Avec les griffes": echi risorgimentali nelle
traduzioni francesi di "Piccolo mondo antico"
 
 
Video dell'intervento di Luciano Morbiato
 

 

 
 
Relatrice del convegno: da sin. Margherita Botto, Gianfelice Peron
Stefania Segatori e Luciano Morbiato.
 
 

 
 
 

Libri partecipanti alla 41^ edizione 2011

 


Particolare del pubblico


 

 

Video con discorsi introduttivi e saluti del sindaco Francesco Lunghi,
dell'assessore alla cultura Gianni Mamprin e il prof. Michele Cortelazzo dell'Università di Padova

 

 


Relazione del presidente della Giuria

La XLI edizione del Premio internazionale Città di Monselice per la traduzione approda a questo appuntamento annuale dopo una navigazione tortuosa e avventurosa ma tutto sommato felicemente conclusa. La Giuria ne dà ampio riconoscimento all’Amministrazione comunale, e specificamente al signor Sindaco e all’Assessore alla cultura. In tempi perigliosi come questi, assieme ai tradizionali oblatori, le due banche di Risparmio di Padova e Cooperativa di Sant’Elena, essi hanno riaffermato il valore e sostenuto con i mezzi necessari e il dovuto decoro questa iniziativa, che significativamente contribuisce alla cultura contemporanea, costituisce un richiamo nazionale e internazionale, e dona tanto lustro alla nostra Città, a sua volta sempre sensibile a questo suo vanto e partecipe delle sue iniziative.

La pronta e ampia risposta degli autori, delle case editrice e delle istituzioni culturali è stata la riprova di tutto questo. Al primo dei Premi si sono candidate oltre 90 opere; al Premio Opera prima, 15; allo Scientifico, 5; all’Internazionale 6 traduzioni.

La selezione iniziale della Giuria è approdata per il Monselice a una rosa di 8 candidati di sicuro valore e importanza:

- Bruno Arpaia per la traduzione di Del racconto e dintorni di Julio Cortázar, Guanda Editore

- Elisabetta Bartoli per la traduzione di un classico del latino medievale, il Libro delle meraviglie di Gervasio di Tilbury, Pacini Editore

- Ilide Carmignani per Amuleto dello spagnolo Roberto Bolaño, edizioni Adelphi

- Andrea Ceccherelli e Lucia Petti per Affrettiamoci ad amare del poeta polacco Jan Twardowski, ed. Marinetti

- Giuseppe Dierna per la nuova traduzione con cui l’editore Einaudi ha rinnovato la gloria di un classico del dopoguerra, Le vicende del bravo soldato Švejk di Jaroslav Hašek

- Federica Dilella e Maria Laura Vanorio per La fuga del Signor Monde di Georges Simenon, ed. Adelphi

- Giuseppe Leone con una nuova traduzione della Ballata del vecchio marinaio di Samuel T. Coleridge, ed. Clinamen

- Filippo Martellucci per la Analisi ragionata della storia di Francia di Chateaubriand, ed. Le Lettere

- Marco Zambon con il terzo libro della Consolatio Philosophiae di Severino Boezio sotto il titolo di La ricerca della felicità, ed. Marsilio

e infine

- Remo Fasani  con una raccolta di liriche di Conrad Ferdinand Meyer sotto il titolo di Assai non è assai, Book Editore

- Glauco Felici col romanzo Il tuo volto domani, 3.Veleno e ombra addio di Javier Marías, ed. Einaudi

- Roberto Mussapi con Beppo di George Byron, Feltrinelli.

 Fra questi ultimi traduttori, impostisi nella discussione finale, a Remo Fasani e a Roberto Mussapi è stato riconosciuto di aver portano nel lavoro traduttorio le loro personali dote poetiche, quali poeti in proprio, rinverdendo la tradizione, tipicamente novecentesca e ben documentata dal Monselice, del poeta che si misura con altri poeti. Finissimo il risultato di Fasani, accese le versioni byroniane di Mussapi. Quanto a Glauco Felici, questo suo ultimo lavoro s’innesta infaticabilmente nel suo apporto alla divulgazione, oltre che alla lettura, della letteratura spagnola contemporanea in Italia, soprattutto presso l’editore torinese. Lì Felici ha dato fin dal Soriano del ’78 i grandi nomi di Borges e Vargas Llosa, di García Lorca e di questo e altro Javier Marías: per cui il conferimento a lui, quest’anno del Premio Monselice è un tributo in molti sensi dovuto.

Nel secondo dei nostri premi, quello intitolato a Leone Traverso e dedicato a traduttori esordienti (quest’anno 14 con 15 opere, come si è accennato), sono stati ritenuti degni di particolare menzione

- Lorenzo Casson per le Poesie serbe di Vasko Popa, ed. In forma di parole

- Marika Piva, anch’essa per la traduzione di un’opera poco frequentata e corposa di Chateaubriand, il Saggio sulla letteratura inglese, ed. Booktime

- Silvia Rogai, traduttrice della Serrana de la Vera e di Lamonhtanara de la Vera di Luis Vélez de Guevara, Alinea editrice

- poi, e assolutamente senza alcuna motivazione campanilistica ma per autentica riuscita, due opere scaturite dagli impianti editoriali di queste terre, di antiche e ragguardevoli tradizioni editoriali: ossia

- Mirella Piacentini, traduttrice di Troppa fortuna di Hélène Vignal,  edizioni Camelopardus di Este, e

- Laura Piccolo per la versione del libro di avventure fantastiche Come Nicolino Punk volò in Brasile del poeta e drammaturgo russo Daniil Charms pubblicata a Monselice dall’editrice Zampanera.

È dai primi tre traduttori in elenco che è uscito il vincitore del Premio Leone Traverso 2011, Silvia Rogai, traduttrice, come si è visto, anch’essa dallo spagnolo, e anch’essa ora presentata da Donatella Pini.

 Premio per la traduzione scientifica, quest’anno riservato alla traduzione di un’opera sul tema delle “particelle e radiazioni: che cosa c’è nel vuoto”. 5 le opere concorrenti:

- Eva Filoramo, La teoria del quasi tutto di Robert Oerte, Codice edizione

- Simonetta Frediani,  L’universo senza stringhe. Fortuna di una teoria e turbamenti della scienza di Lee Smolin, e La leggerezza dell’essere. La massa, l’etere e l’unificazione delle forze di Frank Wilczek, entrambi pubblicati da Einaudi

- Marco Martorelli, Odissea nello zeptospazio, un viaggio nella fisica dell’LHC di Gianfrancesco Giudice, Springer editore

- Giorgio Panini, Antimateria di Frank Close, pure da Einaudi.

Ed è quest’ultimo lavoro che si è imposto, per l’importanza dell’opera e le qualità del lavoro del traduttore, secondo quanto spiega e dimostra il referto dei professori Massimilla Ceolin e Carlo Bernardini, che si scusano di non poter essere oggi qui con noi. Giorgio Panini, in verità è già stato insignito del Premio scientifico Monselice due anni fa, per la versione de I re del sole di Stuart Clark, quando il Premio era dedicato alla traduzione in italiano di un’opera di storia della scienza, e precisamente “relativa o attinente a Galileo Galilei”. Qui invece ci troviamo di fronte a un testo, quello di Frank Close, assai differente dall’altro, di scienza-scienza, anzi di scienza vertiginosa e di un linguaggio certamente complesso da intendere se non da chi ne sia ben versato, come si può intendere, alla lontana in verità da parte del profano, dalla relazione dei nostri due giurati; e che ci ha indotti a confermare la loro scelta, pur non consueta, rinnovando per questa “eccellente traduzione italiana”, col Premio per la traduzione scientifica del 2011, il nostro apprezzamento per la sua attività a Giorgio Panini. Ecco dunque il testo Bernardini - Ceolin letto da Giuseppe Brunetti.

 Il Premio Diego Valeri, quest’anno inserito nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia con la destinazione a una versione in lingua straniera di un’opera di scrittori del nostro Risorgimento, ha dato risultati interessanti, di per sé e per tutta una serie di constatazioni e riflessioni anche più generali sulla ricezione oltralpe della nostra letteratura del secondo Ottocento, periodo molto complesso e politicamente critico; per cui su di esso si è anche svolto il nostro convegno di questa mattina.

Quanto alle opere concorrenti, esse riguardavano il Cuore di De Amicis e lo Zibaldone di Leopardi tradotti in spagnolo da Elena Martínez; e di Ippolito Nievo l’eccentrico Anti-aphrodisiaque pour l’amour platonique, versione francese a cura di Muriel Gallot. Mentre le classiche Confessioni di un italiano / ottuagenario si presentavano tradotte in spagnolo da José Ramón Monreal, ed. Acantilado di Barcellona, in olandese da  Jan van Geldrop, ed. Athenaeum di Amsterdam, e in tedesco da Barbara Kleiner, Manesse Verlag, Zurigo.

L’esame della versione olandese da parte di una specialista nostra consulente dava esito positivo: traduzione molto curata e assai  fedele allo stile, alla struttura e alla punteggiatura  dell’originale, eseguita con tale scrupolo tale da aver indotto il traduttore Van Geldrop a compiere, com’egli stesso dichiara in una nota, a un viaggio in Italia per visitare i luoghi dove si svolge gran parte della vicenda.  Nella recensione su uno dei più  prestigiosi quotidiani olandesi, NRC, lo scorso anno, si sottolineava: “Jan van Geldrop traduce il libro in olandese come fosse una tarantella: veloce, impellente e elegante”.

Non meno brillanti i risultati della versione tedesca delle medesime Confessioni per mano di Barbara Kleiner. Su di essa si è particolarmente soffermata  Anna Maria Carpi al suo primo ingresso nella nostra giuria: e ho il piacere di salutarla a questo tavolo e il dovere di ringraziarla per aver accettato prontamente il nostro invito dopo la scomparsa di Emilio Bonfatti, docente anch’essa di  Letteratura tedesca, prima all’Università di Venezia ed ora di Milano, e anch’essa traduttrice egregia soprattutto di poesia, di Kleist, di Nietzsche, di Rilke, di Enzensberger, e per questo non nuova anche a Monselice. La presentazione da lei fatta del lavoro della Kleiner, la sua convinzione condivisa anche da altri lettori, hanno meritato alla fine il conferimento a quest’ultima del Premio Diego Valeri 2011.

 

Da sinistra: Flauco Felici, Silvia Rogai, Carlo Carena (Presidente) Barbara Kleiner e Giorgio Panini

 


VINCITORI  E  SEGNALATI  PREMIO "MONSELICE"
PER LA TRADUZIONE 41^ EDIZIONE  2011


Il sindaco di Monselice Francesco Lunghi premia Glauco Felici

 

 

Martina Belluco legge alcune poesie
 di Federico Garcia Lorca tradotte da Glauco Felici

 

 

 

Fabio Gemo legge alcune poesie
 di Federico Garcia Lorca tradotte da Glauco Felici

 


La giuria ha assegnato il premio "Monselice 2011" per la traduzione a Glauco Felici per la traduzione del libro di Javier Marias Il tuo volto domani 3. veleno e ombra e addio, pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel 2010.

Motivazione: Il periodare ampio di Javier Marías, la prosa solenne, scandita da ritmi che riecheggiano il verso shakespeariano, la lingua tormentata ed assorta nel sondare gli enigmi del mondo interiore,  trovano piena espressione nella versione di Glauco Felici: un traduttore già lungamente sperimentato nel romanzo dello scrittore spagnolo, che ora conclude l’ardua impresa di dare veste italiana alla trilogia Tu rostro mañana. La sintassi è il terreno che rivela grande abilità nell’aderire alla tormentata riflessione di Marías sul destino umano. Osservato dal mondo inglese, colto in divagazioni e conversazioni apparentemente anodine, tutto il passato della Spagna riprende vita e assume significati possibili verso il futuro. Ed è l’uso del verbo,  particolarmente duttile e sensibile, ciò che permette anche al lettore italiano di “entrare” nella proiezione continua e reciproca che Marías attua tra destini individuali e collettivi, oltre il limite noto della famiglia e della nazione, verso un seducente, ma incerto, orizzonte internazionale. (Donatella Pini).

 

 

 


Segnalati:

  

BRUNO ARPAIA (Julio Cortázar, Del racconto e dintorni, Parma, Ugo Guanda Editore, 2009).

 

 BRUNO ARPAIA (Ignacio Martínez de Pisón, Il fascista, Parma, Ugo Guanda Editore, 2010).

  

ELISABETTA BARTOLI (Gervasio di Tilbury, Il libro delle meraviglie, Pisa, Pacini Editore, 2009).

 

 
ILIDE CARMIGNANI (Roberto Bolaño, Amuleto, Milano, Adelphi Edizioni, 2010).

 

  

ANDREA CECCHERELLI (Czeslaw Milosz, Abbecedario, Milano, Adelphi Edizioni, 2010).

 

  

GIUSEPPE DIERNA (Jaroslav Hašek, Le vicende del bravo soldato Švejk durante la guerra mondiale, Torino,Einaudi,2010).

 

  

FEDERICA DI LELLA – MARIA LAURA VANORIO (Georges Simenon, La fuga del Signor Monde, Milano, Adelphi Edizioni, 2011).

 

  

GIUSEPPE LEONE (Samuel T. Coleridge, La ballata del vecchio marinaio, Firenze, Editrice Clinamen, 2010).

 

  

FILIPPO MARTELLUCCI (François- René de Chateaubriand, Analisi ragionata della storia di Francia, Firenze, Le Lettere, 2009).

 

  

ROBERTO MUSSAPI (George Gordon Byron, Beppo, Milano, Feltrinelli, 2009).

 

  

GIOVANNI NADIANI (Matthias Politycki, La verità sui bevitori di Whiskey, Faenza, Mobydick, 2009).

 

 
MARCO ZAMBON (Severino Boezio, La ricerca della felicità, Venezia, Marsilio Editore, 2011).

 

 

 

FASANI, Remo (Conrad Ferdinand Meyer, Assai non è assai Scelta di poesie. Ferrara, Book Editore, 2010).

 

 


 
PREMIO TRAVERSO  'OPERA PRIMA'
messo a disposizione dalla Banca di credito cooperativo di Sant'Elena
 

Il rappresentante della Banca di Sant'Elena premia Silvia Rogai

Discorso, in rima, della vincitrice [vai...]

 

La giuria ha assegnato il Traverso 2011 a Silvia Rogai per la traduzione del libro di Luis Velez de Guevara La montanara della Vera, pubblicato dalla casa editrice Alinea di Firenze  nel 2010. Motivazione: La serrana de la Vera commedia che Luis Vélez de Guevara  scrisse nel 1613 per la compagnia di Juan Morales de Medrano, prende vita per la prima volta in italiano nella bella versione di Silvia Rogai, dove la polimetria dell’originale trova vivace adesione nella nostra lingua; e, quando questo non è possibile per i limiti che separano i due idiomi, intervengono il ritmo, la musicalità, la varietà dei registri e una generale facilità per la versificazione a rendere godibile questa pièce anche per il pubblico  italiano d’oggi (Donatella Pini).

 

 

 

Video della premiazione di Silvia Rogai

 

 

SEGNALATI

  

LORENZO CASSON (Vasko Popa, Poesie, Bologna, Ass. In forma di parole, 2009).

 

  

MIRELLA PIACENTINI (Hélène Vignal, Troppa fortuna, Este (Pd), Camelopardus, 2011).

 

  

LAURA PICCOLO (Daniil Charms, Di come Nicolino Punk volò in Brasile e Pierino Spazzoletta non ci ha creduto neanche un po’, Monselice (Pd), Zampanera Editore, 2009).

 

  

MARIKA PIVA (François-René de Chateaubriand, Saggio sulla letteratura inglese, Milano, Booktime,2010).

 

   

 


 

Premio internazionale “Diego Valeri
destinato a una Traduzione in lingua straniera di un’opera “di scrittori del Risorgimento italiano" messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova

Rappresentante della fondazione cassa di Risparmio di Padova durante la premiazione


Il premio è stato assegnato a BARBARA KLEINER per la traduzione in lingua tedesca  di Ippolito Nievo Bekenntnisse eines Italieners (Confessioni di un italiano), Zürich, Manesse Verlag, 2005.

 

Barbara KLEINER vincitrice

 

MOTIVAZIONI Mentre i Promessi sposi col loro modello d’italiano nazionale hanno avuto diffusione europea, il romanzo del garibaldino Nievo – scritto in otto mesi fra il 1857 e il 1858 e pubblicato postumo nel 1867 a Firenze, quando all’Italia unita mancava ancora il Veneto – è rimasto nell’ombra. Già qui il pericoloso titolo “Confessioni di un italiano” era stato mutato in “Confessioni di un ottuagenario”. Dieci anni dopo veniva però tradotto in tedesco dalla scrittrice Isolde Kurz, assistita dal famoso Paul Heyse. premio Nobel 1910. Va notato che il concetto di traduzione era ai tempi alquanto diverso dal nostro. Passa più di un secolo fino alla prossima traduzione di Charlotte Birnbaum (1956), intitolata “Pisana” e mutilata di larghe parti e afflitta da innumerevoli arbitri. La nuova traduzione di Barbara Kleiner, informata all’odierno concetto di traduzione che vuol dire assoluto rispetto del testo, è apparsa nel 2005 nella “Bibliothek der Weltliteratur” della gloriosa Manesse di Zurigo, editrice di capolavori della letteratura  mondiale. Questa traduzione rende ora possibile l’ingresso di questo nostro capolavoro fra i grandi romanzi dell’800. Barbara Kleiner acclude al suo immenso lavoro un dotto apparato di note e una nota editoriale che ci illumina su due problemi: il minore era quello della punteggiatura – e qui va citato quanto rivela Nievo stesso nel romanzo“, di averla affidata a un amico storiografo, altrimenti avrebbe fatto del tutto “un’unica frase”. Ma il maggiore era di rendere il diverso modo di parlare dei  personaggi, con cui l’autore, romantico e però anche realista, combina svariati pastiches. Kleiner si è  brillantemente districata in questa pittoresca molteplicità, pur osservando che non ha tradotto perché intraducibile, e lo crediamo, la cadenza veneziana e venezianismi che rispondono all’idea romantica della lingua del popolo come lingua della poesia. Il lettore tedesco si trova ora confrontato con un stile sciolto, diretto, assolutamente attuale, e coinvolto in un ritmo che accelera e rallenta in tutta naturalezza. Una verifica dell’originale attesta anche la sapiente fedeltà della traduttrice. Come si sa, prima della conoscenza della lingua da cui traduce vengono per il traduttore le sue personali doti espressive nella lingua d’arrivo: Kleiner possiede entrambe. Per questo le conferiamo all’unanimità il Premio Valeri per “un’opera di scrittore del Risorgimento italiano”, lieti di questo speciale contributo al centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. [ A.M.Carpi]

 

video della premiazione di Barbara KLEINER

 


PREMIO PER LA TRADUZIONE SCIENTIFICA
sul tema “Particelle e radiazioni : che cosa c’è nel vuoto”

 

il prof. Michele Cortelazzo dell'Università di Padova premio Giorgio Panini


La giuria ha assegnato il premio a GIORGIO PANINI per la traduzione di Frank Close, Antimateria, Torino, Einaudi, 2010.

 

Motivazione: Il professor Frank Close è un fisico inglese di Oxford. Ma è anche molto noto in  Inghilterra come divulgatore. Qui, in una eccellente traduzione italiana di Giorgio Panini, affronta un problema che ai profani può apparire incredibilmente astratto e che si ricollega idealmente al celebre “Alice nel paese delle meraviglie” in cui furono rese a mo’ di favola le straordinarie proprietà delle più semplici simmetrie discrete attraverso l’esempio della simmetria speculare. Dopo la sostanziale asimmetria sul verso dell’asse dei tempi – che però può essere analizzata fenomenologicamente nel mondo microscopico studiando le probabilità di reazioni di particelle in collisione da uno stato iniziale a uno stato finale invertendo i ruoli degli stati di fine e inizio nella sequenza considerata e verificandone l’identità o le differenze,  – Dirac introdusse con grande ardimento immaginativo la possibile esistenza di “stati coniugati di carica” degli ordinari elettroni che troviamo negli atomi di questo mondo, in cui oltre agli elettroni esisterebbero particelle in tutto identiche salvo il segno della carica elettrica che, negativo per gli elettroni comuni, sarebbe positivo per i coniugati, perciò detti “positroni”. I positroni furono osservati di lì a poco nelle reazioni elettrodinamiche, in cui si materializzavano in coppia con elettroni perché la carica totale risultasse conservata e complessivamente nulla; fu il nostro Giuseppe Occhialini a capire (lavorando con Blackett in Inghilterra) che di positroni si trattava; pure, non prese il Nobel, che andò a Carl Anderson che li osservò senza avere idea di ciò che osservava. (Close ben descrive lo smacco).           Nel 1960, un austriaco molto ingegnoso, Bruno Touschek, azzardò, nei neonati Laboratori di Frascati dell’Istituto Nazioinale di Fisica Nucleare, che si potessero addirittura produrre fasci accelerati di positroni da portare in collisione in un anello magnetico (di “accumulazione”) con elettroni ordinari. Da lì nacque il progetto sperimentale AdA (Anello di Accumulazione) del primo collisore materia-antimateria, che nel 1963 funzionò come primo “collisore” al mondo. Negli anni ’80 del secolo scorso, Carlo Rubbia e Simon van der Meer (scomparso poco fa) riuscirono addirittura a produrre fasci di antiprotoni che, in collisione con gli ordinari protoni, produssero i nuovi “bosoni intermedi”, particelle che inverarono la “teoria elettrodebole”, sospirata come gioiello di “unificazione” tra interazioni diverse come le elettromagnetiche e le deboli. Oggi, non c’è laboratorio di fisica delle particelle al mondo che non abbia un collisore, sempre più grande rispetto al piccolo AdA. Per Dirac, che aveva creato il concetto di antimateria a partire da una equazione in cui si pretendeva solo di rappresentare elettroni relativistici, fu un trionfo straordinario: l’antimateria è frutto di una intuizione geniale che viene confermata dall’esperienza a posteriori: in un certo senso, uno spirito platonico si insinua nello studio della realtà a testimoniare della potenza del pensiero. In questo libro, l’incredibile vicenda è molto ben illustrata e merita di essere offerta ai lettori italiani che non hanno frequentemente di queste occasioni. [ Massimilla Baldo Ceolin e Carlo Bernardini]

 

video della premiazione di Giorgio Panini

 

SEGNALATI:

 

SIMONETTA FREDIANI per le traduzioni di Lee Smolin, L’universo senza stringhe fortuna di una teoria e turbamenti della scienza, Torino, Einaudi, 2007 e Frank Wilczek, La leggerezza dell’essere, La massa, l’etere e l’unificazione delle forze, Torino, Einaudi, 2009.

 

 

EVA FILORAMO (Robert Oerter, La teoria del quasi tutto, Torino, Codice edizione, 2006).
 

 

MARCO MARTORELLI (Gian Francesco Giudice, Odissea nello zeptospazio, un viaggio nella fisica dell’LHC. Milano, Springer, 2010).

 

 


La manifestazione si è conclusa con la   rappresentazione dell'opera teatrale  di Aristofane, Donne al Parlamento, edito dalla casa editrice Carocci nel 2010, nella traduzione di Andrea CAPRA vincitrice della sezione "Teatro" dello scorso anno, adattamento e regia di Fabio Gemo

 

 

 

 

 


Vincitori premio didattico 2011 "V. Zambon" [vai...]


Vincitori delle passate edizioni del Premio
Monselice per la traduzione



con il sostegno e contributi:

 
Università   agli
studi di Padova

PROVINCIA DI PADOVA

 

SOCIETA'  ROCCA  DI MONSELICE

 

 
 
A cura di Flaviano Rossetto - Tel. biblioteca 0429 72628 - Tel. Municipio 0429 786911
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Ultimo aggiornamento: 05-05-12.

 

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