EMERGENZA COLONNA MOBILE

 

INDICE EMERGENZA

 

PIANO PER LA COSTITUZIONE DI UNA COLONNA MOBILE
E ATTIVITA' IN EMERGENZA

1. GENERALITA'
a. A tutti è noto che dover fronteggiare le emergenze derivanti da disastri ambientali di varia natura (alluvioni, esondazioni, terremoti, inquinamento chimico, esplosioni, crollo, ecc.) comporta un enorme dispendio di uomini e mezzi che raramente possono essere messi a disposizione dal solo organismo interessato all'evento: tutto ciò impone il ricorso alla sinergia delle risorse che più organismi o enti possono offrire.
b. Dal punto di vista normativo tali sinergie sono regolamentate, oltre che dalla legge N°225 del 92, dalla LR N°58/84, dal decreto legislativo N°112 del 98 e dalla legge regionale di attuazione e delega N°11 del 2001 che definiscono nel dettaglio le varie competenze.
c. Nell'ambito di tali sinergie, come previsto dalle normative citate, la protezione civile può far ricorso ad una sua importante componente: il volontariato.
d. Il volontariato di protezione civile è caratterizzato in provincia dalla presenza di gruppi comunali e associazioni che, sorte principalmente per esigenze locali se non addirittura comunali, rappresentano tuttavia una risorsa importante per impieghi sia in ambito provinciale che extraprovinciale.
e. In questa ottica intende muoversi la Provincia di Padova ritenendo che, solo mediante l'utilizzo ottimale delle risorse che ciascuna Organizzazione di protezione civile può mettere a disposizione, possano essere potenziate le capacità di far fronte, con successo, ad emergenze che si verificano all'interno della provincia e offrire la propria collaborazione alla Regione Veneto per la colonna mobile regionale, o per interventi in altre Regioni del Paese.
f. La Provincia, che da tempo è un significativo punto di riferimento per tali organizzazioni, siano esse Gruppi Comunali o libere Associazioni, propone quindi una pianificazione strutturata per un impiego organizzato del volontariato, coadiuvandolo anche con eventuali dipendenti di Enti quali la stessa Provincia.
g. La sintesi di questa "filosofia" su come affrontare le emergenze si concretizza, attraverso un Protocollo d'Intenti liberamente accettato e sottoscritto, nella costituzione di una Colonna Mobile Provinciale con il concorso in uomini e mezzi della Provincia, dei Comuni, altri Enti e Associazioni, anche come possibile componente di una più complessa colonna regionale, ove la Provincia stessa, qualunque sia l'organo deputato a gestire l'emergenza, si propone quale partner di coordinamento della partecipazione delle forze citate.
h. L'esperienza pregressa e l'analisi delle risorse disponibili nell'ambito della Provincia indicano come obiettivo realistico ed efficace la costituzione di una Colonna Mobile composta da un massimo di 50 Volontari impegnati anche per un'emergenza prolungata nel tempo.
i. La colonna può essere integrata, se opportuno e possibile, con personale della Provincia, di Forze, Enti, Municipalizzate ecc. che si renderessero disponibili in funzione della tipologia di emergenza in atto, anche a seguito di specifici accordi e/o convenzioni.

2. SCOPO
a. Lo scopo del presente Piano è quello di definire le procedure, le modalità, la tempistica, la quantificazione degli uomini e dei mezzi, i compiti e le responsabilità per la costituzione ed approntamento della COLONNA MOBILE PROVINCIALE.
Tale colonna può essere attivata sia come nucleo operativo a sé stante ed autosufficiente, sia come porzione di una colonna più ampia (ad esempio regionale) inserendosi, quindi, in un contesto organizzativo altrimenti definito.
Quanto di seguito definito, pertanto, si riferisce ad un impiego autonomo della colonna stessa. La partecipazione, invece ad una colonna già costituita da terzi, potrà necessitare anche solo parzialmente delle modalità operative del presente piano.
b. Pertanto questo Piano contempla e definisce:
· LE PROCEDURE DI ALLERTAMENTO E RECUPERO;
· LA DEFINIZIONE DEI COMPITI;
· GLI UOMINI ED I MEZZI;

3. PROCEDURE DI ALLERTAMENTO E/O RECUPERO.
Lo scopo di queste procedure è quello di attuare nel più breve tempo possibile, l'ALLERTAMENTO E/O IL RECUPERO di parte o di tutti i Volontari e dei mezzi necessari alla costituzione della COLONNA MOBILE PROVINCIALE secondo procedure pianificate in modo razionale e di seguito descritte.
TIPOLOGIA DI ALLARME
Si individuano 2 diverse tipologie di intervento da gestire:
1. Interventi tempestivi in sede locale o provinciale a cui dare una risposta rapida e per breve tempo
2. Interventi programmati per grandi emergenze
1 Interventi tempestivi
Si prevede di dover gestire in sede provinciale o comunque a breve distanza interventi a cui dare risposta con rapidità (eventi alluvionali in corso, incidenti industriali, in autostrada ecc.) a supporto soprattutto della popolazione colpita.
Si tratta tipicamente di chiamate a cui rispondere con preavviso di 4-8 ore e turni della durata di 6-10 ore a cui garantire eventualmente idoneo cambio.
Si tratta di operazioni che richiedono solo un minimo di gestione logistica (fornitura di pasti e poco altro)
2 Interventi programmati
Si tratta di interventi postumi a grandi calamità in cui è richiesto di garantire una presenza programmata e continuativa per un certo periodo anche lungo.
Vanno quindi previsti tempi di preavviso minimo di 2-4 giorni (ma si può arrivare ad una programmazione preventiva per parecchie settimane) e presenze della durata tipica di 7-10 giorni.
L'intervento può essere inserito nel contesto di un campo già organizzato che garantisce ospitalità (vitto, alloggio e servizi anche minimi) o di un campo da gestire in modo autosufficiente ed autonomo.
Le tipologie di intervento citate in precedenza possono essere attivate in occasione di diversi tipi di allarmi facenti riferimento al diverso luogo colpito da calamità:
· nella Provincia di PADOVA: allarme "P" ;
· nella Regione VENETO : allarme "R" ;
· in altra Regione o all'estero: allarme "N" .
La scheda N°1 dell'allegato B definisce la struttura da allertare in funzione della tipologia di allarme.

MODALITÀ DI ALLERTAMENTO
L'allertamento e/o il recupero dei Volontari e dei mezzi necessari alla formazione della Colonna Mobile impone procedure quanto mai semplici ed efficaci allo scopo di ridurre i tempi di approntamento e renderla operativa e disponibile nel più breve tempo possibile.
A questo proposito, in funzione delle organizzazioni aderenti, della loro consistenza di mezzi e uomini e della loro collocazione sul territorio, vengono definiti degli AMBITI TERRITORIALI o ZONE, coincidenti ove possibile e opportuno con i COMPRENSORI esistenti, quelle intese intercomunali già autonomamente poste in essere.
Per la crezione di un sistema efficiente, è opportuno che ciascuna ZONA faccia riferimento ad un territorio con un bacino di almeno 30-40 mila abitanti e disponga di almeno un centinaio di volontari effettivi.
· Per ogni ZONA viene definita una procedura interna di allertamento che fa capo ad un unico elemento di riferimento per la Provincia definito come persona "CHIAVE" (generalmente il coordinatore del gruppo di riferimento) al quale trasmettere l'allertamento e le richieste di mezzi e uomini.
· E' compito della persona "CHIAVE" (o degli eventuali sostituti in caso di assenza o impedimento) una volta allertati dalla Protezione Civile Provinciale sulla classificazione dell' emergenza in atto, attivare la "catena" di chiamata e garantire nei tempi previsti (e pianificati a priori) le squadre richieste.
· Resta inteso che la Provincia, nell'emanare la classifica dell'allarme ("P" , "R" o "N") comunicherà ai referenti delle ZONE anche il tipo di emergenza (crollo, alluvione, esondazione, inquinamento chimico, ecc.) in modo da far conoscere ai Coordinatori stessi anche il tipo di materiali che ciascuna Squadra dovrà approntare.
L'allegato "A" (allegato non presente da predisporre successivamente) riporta l'individuazione delle Zone previste e delle persone "CHIAVE" per le stesse definite:
a. Nel citato allegato A sono riportate le schede di ciascuna zona o Ambito territoriale contenenti i nominativi dei Coordinatori di riferimento che, una volta allertati dalla P.C. Provinciale, rilanciano l'allarme ed il tipo ai Coordinatori dei Gruppi ed Associazioni di loro pertinenza.
b. Il Coordinatore di riferimento dovrà dare precise indicazioni ai Coordinatori della sua ZONA circa le modalità, i tempi d'intervento, gli uomini ed i mezzi necessari che concorrono alla costituzione della COLONNA MOBILE.
c. Fin d'ora si stabilisce (a meno di diversa disposizione) che il punto di ritrovo dei Volontari e dei mezzi che fanno parte della COLONNA MOBILE è la sede della Protezione Civile Provinciale a Padova in via dei Colli n° 4: e ciò sia per la sua posizione baricentrica e sia perché è disponibile un piazzale dinanzi alla sede stessa che può favorire un'organica dislocazione dei mezzi che ivi confluiscono.
d. Deve essere cura di ciascun referente di zona mantenere aggiornati i propri numeri telefonici e/o quelli dei propri sostituti segnalandoli alla Protezione Civile della Provincia che provvederà all'aggiornamento del presente PIANO.
e. Nell'Allegato B sono riportati gli schemi sintetici contenenti:
· la Classificazione degli allarmi; scheda B1
· la Struttura della Colonna Mobile; schede B2, B3
· le Modalità d'intervento ed i compiti. schede B4, B5, B6
· le attrezzature in dotazione schede B7, B8, B9

4. DEFINIZIONE DEI COMPITI.
Qui di seguito sono definiti i compiti del personale che, ai vari livelli di responsabilità, è coinvolto nella costituzione della COLONNA MOBILE e del suo impiego.
a. Dirigente Provinciale della Protezione Civile
· Recepisce la richiesta o l'opportunità di attivare la colonna mobile provinciale
· dispone l'approntamento della Colonna Mobile definendone il tipo ( "P"- "R"- "N" );
· invia comunicazione ai sindaci, alla Regione ed al Prefetto dell'attivazione della colonna mobile;
· comunica l'attivazione della Colonna Mobile alle persone "CHIAVE" di riferimento ed alle altre Forze o Enti aderenti al progetto;
· in base alla classifica di emergenza ( "B" o "C" ) di C.M. nomina un Funzionario della Provincia o altra figura proveniente da altro Ente quale Capo amministrativo della Missione;
· nomina il Capo operativo della Colonna Mobile
· predispone gli atti amministrativi per l'attivazione ed il funzionamento della Colonna Mobile;
· attiva uno specifico servizio di Segreteria e, in caso di operazioni prolungate, può chiedere ai Comuni ed altri Enti aderenti anche un supporto di tipo amministrativo;
· attiva il responsabile del Magazzino Provinciale;
· dispone la partenza della Colonna Mobile per la località dove si è verificata l'emergenza.
· tramite il Capo Missione si mantiene aggiornato dell'evolversi dell'emergenza;
· segue le pratiche per l'applicazione dei benefici di legge ai volontari
b. Capo Missione
E' il responsabile Amministrativo della Colonna Mobile della Provincia o della componente padovana, se inserita in una colonna mobile diversamente articolata, ed è nominato dal Dirigente Provinciale della Protezione Civile in caso di emergenze di tipo "R" o "N", individuato tra funzionari di Ente pubblico aventi adeguate conoscenze sulle procedure amministrative da porre in atto:
· Si reca nella località dove si è verificata l'emergenza e prende contatti con le Autorità locali e con i responsabili delle operazioni sull'evolversi della stessa, s'informa sulle necessità locali e comunicandole alla Provincia;
· notifica alle autorità locali l'arrivo della Colonna Mobile e pianifica gli aspetti logistici;
· gestisce i rapporti con i responsabili delle attività in emergenza, limitatamente ai compiti assegnati alla colonna;
· esplica le attività amministrative necessarie alla permanenza della Colonna.
c. Capo Colonna
E' il responsabile Operativo della Colonna Mobile (limitatamente alla componente padovana se la colonna è inserita nel contesto di una più ampia colonna mobile) ed è nominato dal Dirigente Provinciale della P.C., individuato tra i componenti della colonna con provata esperienza e capacità organizzative in emergenza;
· si rapporta con il capo missione
· predispone l'operatività delle squadre in funzione delle esigenze e delle direttive disposte dai responsabili delle operazioni e dal capo missione
· raccoglie e verifica i rapporti sull'operatività svolta redatti dai vari capi squadra.
d. Referente di zona
E' il referente per la Provincia per l'ambito territoriale (zona) individuato come persona "CHIAVE" per le operazioni di attivazione;
· predispone la "catena" di chiamata e ne cura l'aggiornamento
· garantisce la reperibilità sua personale o dei sostituti preventivamente individuati e comunicati
· si rapporta con la Provincia e la segreteria se attivata
· partecipa quale rappresentante di ambito territoriale ad eventuali riunioni tecniche indette dalla Provincia in occasione delle emergenze.
· Pianifica la composizione e l'invio delle squadre richieste.
e. Capo squadra
· E' il responsabile della squadra (uomini, mezzi e attrezzature)
· Coordina la squadra a lui assegnata secondo le direttive del capo colonna
· Provvede alla cura ed al funzionamento dei mezzi e attrezzature assegnate
· Redige i rapporti giornalieri degli interventi eseguiti
f. Segreteria
Attivata presso la struttura individuata dalla Provincia che funge eventualmente anche da sala operativa è costituita da personale della Provincia, eventualmente coadiuvati da dipendenti di altri Enti e da volontari. Espleta i seguenti compiti:
· Avvia i contatti con i gruppi;
· Garantisce la spedizione delle documentazioni di legge per attivare i volontari;
· Pianifica gli interventi;
· Raccoglie ed elaborare i dati di monitoraggio;
· Garantisce i materiali e gli approvvigionamenti occorrenti;
· Programma e pianifica i cambi del personale;
· Garantisce l'assistenza sanitaria sui luoghi operativi.

5. GLI UOMINI ED I MEZZI
Gli uomini facenti parte della Colonna sono suddisi in squadre di 4-6 persone a seconda delle eventuali specializzazioni e delle funzioni a cui la squadra è assegnata
Ciascuna quadra è coordinata da un capo squadra (vedi paragrafo precedente)
Ciascuna squadra può essere assegnataria di mezzi e attrezzature di cui cura l'uso e la sicurezza.
I mezzi e le attrezzature potranno appartenere all'Amministrazione Provinciale o agli stessi Comuni o Associazioni aderenti secondo le disponibilità date dagli stessi.
I mezzi e gli uomini di altre Forze o Enti aderenti eventualmente presenti potranno essere organizzati anche in modo differente da quanto sopra disposto a seconda della specificità operativa degli stessi.
L'allegato "C" definisce le risorse umane, i mezzi e le attrezzature a disposizione per l'eventuale impiego nella colonna.

ALLEGATI:
Allegato A:
individuazione delle ZONE e referenti per l'allertamento (attualmente non disponbile)
Allegato B: Schemi sintetici per la classificazione degli allarmi, la struttura della colonna, le modalità di intervento, le attrezzature impiegate.

[N.B. Effettuando il download, se vi viene chiesta una password di rete, digitate ANNULLA]

Scheda 1 - Classificazione degli allarmi (scarica documento in formato  )
Scheda 2 - Struttura colonna mobile (scarica documento in formato  )
Scheda 3 - Struttura colonna mobile (scarica documento in formato  )
Scheda 4 - Modalità di intervento negli allarmi di tipo "P" e compiti (scarica documento in formato  )
Scheda 5 - Modalità di intervento negli allarmi di tipo "R" e compiti (scarica documento in formato  )
Scheda 6 - Modalità di intervento negli allarmi di tipo "N" e compiti (scarica documento in formato  )
Scheda 7 - Attrezzature in dotazione alla colonna mobile (scarica documento in formato  )
Scheda 8 - Attrezzature in dotazione alla colonna mobile (scarica documento in formato  )
Scheda 9 - Attrezzature in dotazione alla colonna mobile (scarica documento in formato  )

Allegato C: le risorse umane, i mezzi e le attrezzature (attualmente non disponbile).

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