Istituto Selvatico di Padova

Sempre più vicina la ristrutturazione e valorizzazione dello storico istituto d’arte Selvatico, storica sede dell’ex macello Jappelliano in largo Meneghetti. 
Si è svolta in Provincia di Padova la riunione per la presentazione del progetto definitivo del restauro e adeguamento del Liceo Artistico P. Selvatico, ex Macello Jappelliano sito in Largo Meneghetti a Padova. Erano presenti Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova,  Alessandro Luigi Bisato, consigliere provinciale delegato all’Edilizia Scolastica, Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo e Roberto Saro, Segretario Generale, Elio Armano presidente associazione Amici del Selvatico, oltre ai tecnici e allo studio di ingegneria Berlucchi.

“Siamo in dirittura d’arrivo – ha detto Fabio Bui – per la realizzazione di un intervento colossale di restauro di un bene storico artistico nel cuore della città. L’opera consentirà la riapertura dell’attività didattica e riporterà all’antico splendore l’edificio. Il progetto nasce dal confronto preventivo con gli stakeholders, tra cui gli Amici del Selvatico, gli Amici del Piovego e il Comitato Mura. Al momento, Provincia di Padova e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, hanno finanziato parte del progetto con un importo pari a 2.500.000 euro ciascuno, oltre a 500.000 euro stanziati dalla Sovrintendenza per il restauro delle opere custodite nel complesso.”
“Certo – ha proseguito Bui – l’importo complessivo non è ancora stato raggiunto, ma ci auguriamo che anche il Comune di Padova e il Ministero dei Beni Culturali mettano a disposizione dei finanziamenti specifici.”
“Siamo veramente vicini alla realizzazione di un progetto –ha concluso il Presidente della Provincia di Padova- che coniuga riqualificazione urbana e riqualificazione culturale: il Selvatico e le sue pertinenze torneranno così a essere quel luogo di fermento intellettuale per la città e il territorio che erano in origine”.
Il complesso si trova nel centro della città, e la porzione più antica su uno dei baluardi delle mura, mentre l’ampliamento degli anni ’50 e il prefabbricato si trovano rispettivamente a ridosso delle mura e sul piano golenale del fiume Piovego.
“E’ necessario – ha detto Luigi Alessandro Bisato – un restauro che consenta di migliorare un bene storico monumentale sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico. Saranno redistribuite le funzioni e gli spazi attualmente presenti. Sarà valorizzato l’edificio storico, ma anche il rapporto con le mura e con il Piovego: questi sono i nuovi cardini attorno cui il progetto deve ruotare. Un restauro quindi che non si configura come un intervento isolato volto alla conservazione del bene monumentale, ma rientra  all’interno di uno scenario più generale di sviluppo urbano. Siamo molto soddisfatti del lavoro realizzato sinora, un intervento che coniuga la storia con il futuro. Nel progetto è prevista anche la realizzazione di un auditorium/aula magna  con capienza di 150 posti, accessibile anche a scuola chiusa, che darà la possibilità di realizzare anche eventi culturali senza avere permeabilità con il resto del fabbricato. Sono passati alcuni anni di inerzia, ma adesso c’è una nuova accelerazione che ci consentirà di procedere velocemente per giungere alla conclusione del progetto. Non sarà solo una scuola qualificata e ben attrezzata, ma anche un museo vivo con una sala convegni aperta alla cittadinanza”.
L’intervento proposto consiste nel restauro conservativo della parte storica dell’ex macello, nella demolizione del Padiglione Est per valorizzare al meglio le mura cinquecentesche e il canale Piovego. Nel restyling del Padiglione Prefabbricato (1969), svuotato al piano golenale, viene prevista una nuova connessione di quest’ultimo con gli edifici storici. Sono stati pertanto individuati due lotti di intervento: quello riguardante il restauro del corpo storico del complesso e quello riguardante la ristrutturazione del padiglione Est e del Prefabbricato. Nello studio di fattibilità si è tenuto conto degli spazi necessari per le aule dedicate alla didattica, agli spazi per gli uffici amministrativi,  ai laboratori, alle varie tipologie di macchinari e utensili.

29/01/2021