Ricostituire una filiera nazionale ed europea, preservare la tradizione - con uno sguardo al futuro tra startup d’impresa, nuove conoscenze legate alla genetica e sviluppo sostenibile e circolare- e riscoprire l'identità comune, culturale  ed artistica, legata alla seta attraverso un Ecosistema interconnesso di innovazione, una rete dinamica e internazionale di stakeholder (mondo accademico, industria, settori pubblici e società civile), che possa guidare ricerca e formazione, definendo e promuovendo un percorso certificato di Via della Seta Europea. Questi gli obiettivi principali del progetto triennale europeo “ARACNE”, coordinato dal CREA, con il suo Centro Agricoltura e Ambiente, i cui risultati finali sono stati presentati lunedì (16 febbraio 2026) al Museo Esapolis di Padova, alla presenza delle autorità nazionali e regionali e dei partner istituzionali coinvolti. 

"Un progetto importantissimo promosso dal CREA, che come provincia di Padova siamo felici di sostenere - lo ha descritto Daniele Canella, vice presidente vicario della Provincia di Padova (secondo da sinistra nella foto)- . Ad Esapolis in via dei Colli, in questa sede di proprietà della Provincia di Padova, sono custodite decine di migliaia di esemplari di bacchi da seta. Credo sia la più grande collezione a livello europeo, forse mondiale, e da qui parte il progetto Aracne, un progetto volto proprio alla riscoperta di quella che è l'importanza della filiera che il baco da seta può garantire. Lo garantiva per i nostri avi nel Novecento, che trovarono appunto nell'allevamento dei bachi una forma di sostentamento anche in periodi difficili.

Oggi il baco da seta torna centrale e grazie al progetto Aracne, la rete che ne è scaturita, apre a nuovi importantissimi scenari come lo sviluppo in campo medicinale, cosmetico, ovviamente tessile anche con nuovi impieghi, come nei gioielli di lusso. Una riscoperta, insomma, di quello che può essere il posizionamento del baco come attività agricola, a sostegno delle aziende che potrebbero, riscoprendo la bachicoltura, diversificare la loro produzione e puntare su una produzione di nicchie d'eccellenza, e al tempo stesso una riscoperta che, grazie all'innovazione e alle moderne ricerche e tecnologie, può davvero aprire a scenari importanti. Siamo dunque felici che Padova sia oggi l'epicentro di questa importantissima novità che grazie al progetto Aracne apre a importanti scenari futuri.

Ringrazio in maniera particolare la curatrice scientifica, la dottoressa Silvia Cappellozza che è anima e motore di questa progettualità, ma che vede in rete aziende, ricercatori, agricoltori e quindi riporta il baco della seta centrale rispetto alle strategie di sviluppo economico".

“Aracne – ha affermato Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del CREA, nel suo intervento – è stata una scommessa vinta, fin dall’inizio. E ‘stato, infatti, uno dei 3 soli progetti Horizon a guida italiana, approvati nella sua call. Un lavoro multidisciplinare, complesso e ambizioso, che ha coinvolto 7 Paesi europei, ricercatori, imprese, istituzioni e soprattutto tanti bambini e ragazzi e tante scuole, disegnando un futuro di cultura, ricerca, sostenibilità e nuove opportunità per questa pregiata fibra naturale che ha accompagnato la nostra storia. Con questo progetto, sono state create le condizioni per poter aumentare e diffondere la produzione di seta europea e il Laboratorio di Gelsibachicoltura di Padova del CREA, attivo da oltre 100 anni, si conferma punto di riferimento nazionale ed europeo per la ricerca nel settore”.
Il progetto nasce dall’esigenza di salvaguardare e valorizzare la vasta e complessa eredità culturale della seta, da troppo tempo dimenticata e trascurata, che comprende le risorse genetiche del baco e del gelso, il know-how agricolo e industriale, il patrimonio di edifici storici e macchinari tessili, di paesaggi e di saperi popolari. I tre ambiti principali di intervento sono stati la formazione scolastica, il supporto a start up, piccole imprese e cooperative artigianali di settore e la valorizzazione culturale e sociale dei prodotti derivati e dei territori coinvolti.

“Sul fronte didattico – spiega Silvia Cappellozza, coordinatrice del progetto, dirigente di ricerca CREA Agricoltura e Ambiente e responsabile del Laboratorio di Gelsibachicoltura di Padova – , oltre a costituire un kit per l’allevamento del baco da seta nelle scuole dell’infanzia e primarie, abbiamo lavorato con i ragazzi delle scuole superiori alla creazione di percorsi educativi naturalistici finalizzati alla scoperta della biodiversità dei gelsi locali e altri artistico-umanistici per l’individuazione di tracce storico-antropologiche e architettoniche legate alla seta nei luoghi abitati dagli studenti. Ogni istituto ha composto mappe virtuali territoriali che andavano a integrarsi con la mappa virtuale più generale, comprensiva delle risorse genetiche e culturali seriche di tutti i 7 Paesi partecipanti. Infine, sono stati creati dei campi di germoplasma con delle varietà di gelso mappate e sequenziate, per ricostruirne il rapporto filogenetico”. Sono stati inaugurati percorsi museali dedicati (anche con avatar appositamente addestrati), predisposti nuovi strumenti culturali e didattici (ad esempio, visite virtuali) e si è estesa la gamma dei prodotti e delle applicazioni di seta e derivati, realizzati da imprese europee, visibili in una vetrina virtuale sul sito di progetto. Inoltre, le collezioni di gelso ampliate e catalogate in ciascuna nazione, grazie ad Aracne, consentiranno di consigliare agli agricoltori le varietà più adatte alle loro produzioni, mentre il catalogo di varietà antiche di bachi da seta permetterà di utilizzare a fini turistici locali prodotti “brandizzati” del territorio. (vedi scheda risultati progetto)

“Da presidente della Commissione Attività produttive del Senato e da veneto – ha dichiarato Luca de Carlo, presidente della IX Commissione del Senato - seguo con grande interesse e non da oggi, il lavoro messo in campo per la ricostituzione della filiera italiana della seta che ha trovato nella mia Regione, il Veneto, un formidabile apripista. Agricoltura sostenibile, moda, turismo, impresa, tecnologia: è davvero sorprendente il contributo che il rilancio della seta può dare alla valorizzazione dei territori e al loro sviluppo, in una innovativa ottica multifunzionale e di economia circolare. Ringrazio il CREA per lo sforzo fatto, dimostrando ancora una volta che senza ricerca non c’è futuro e senza innovazione non c’è tradizione.”

In allegato, il comunicato di Crea con i risultati conclusivi del progetto Aracne.
 

16/02/2026